martedì 20 gennaio 2015

PER UN'ANTROPOLOGIA DELLA FONDAZIONE DI PARTENOPE E IL MITO DELLA SIRENA

La Fontana di Spina Corona detta "e' zizze" simbolo archetipico della città e richiamo costante alle sue antiche e nobili origini. Un'interpretazione.


"Anche se non si volesse credere alla verità che nascondono, è impossibile non credere alla loro incomparabile potenza simbolica. Nonostante la loro consunzione moderna, i miti restano, al pari della metafisica, un ponte gettato verso la trascendenza. (Ernst Jünger)"


Foto di Antonio Tortora


Qualunque sia la collocazione della tomba della Sirena Partenope, la Fontana di Spina Corona detta "a' funtan 'e zizze" si impone per modestia e discrezione interpretativa in una strada parallela al Corso Umberto; quasi non vuole apparire, quasi non vuole dire, ne tantomeno vuole svelare il mistero antico che si cela sotto il peso di duemilacinquecento anni di storia e oltre.
In via Guacci Nobile la potenza mai sopita di un simbolo, perchè il simbolo rimane sempre attivo e inesausto fintanto qualcuno riesca a interpretarlo, esercita il suo fascino e continua a incantare e a suggerire la quiete che ogni vero partenopeo, passionale per temperamento ed esuberante per carattere, stenta a trovare nei pensieri e nelle azioni. La forza distruttiva del Vesuvio fa paura e nello stesso tempo modella il paesaggio; la seraficità ardente (in modo paradossale) della Sirena suggerisce in un soffio di voce appena percettibile "dum vesevi syrena incendia mulcet" verso inciso, in origine, sul marmo bianco della fontana . Già ma quale vulcano si addolcisce con la sua acqua limpida? Quello fisico e imponente che domina la linea di costa della parte più bella della Campania Felix oppure quello del cuore dei suoi figli partenopei che batte all'impazzata?
Odysseus and the Sirens. Detail from an Attic red figured stamnos,
ca. 480-470 BC. From Vulci Foto tratta dal Web
Il richiamo al lac virginis, all'acetum fontis e all'aqua vitae della fontana mercuriale é immediato anche se questa fontana alchemica ne ha tre di bocche; l'invito concettuale a tale similitudine e all'essenza della prima fase della coniunctio (descritta nel Rosarium Philosophorum) é troppo forte. Ma forse sbagliamo. Chissà.
Comunque i siti dove si ipotizza possano essere rinvenute tracce della tomba della Sirena non sono molto lontani da quel piccolo altorilievo dove, oltre allo "sterminator vesevo" di leopardiana memoria, si possono ammirare un violino e lingue di fiamme; musica e fuoco della stessa essenza ignea. Oggi la fontana è senza acqua e, apparentemente, il prezioso liquido non raffredda i tellurici ardori del maestoso vulcano; tuttavia il suo fascino non cede il passo alla malinconia che deriva dalla incuria colpevole di un popolo che, afflitto dalle difficoltà materiali, cerca con ogni mezzo di attingere, insopprimibilmente, alle più profonde fonti vitali. Il simbolo androginico della città non abbandona i suoi figli perchè é in essi incarnata e le più antiche feste lampadiche, di origine greca, e le più recenti feste di Piedigrotta testimoniano il legame con colei che fu, per lungo tempo, chiamata la Regina Partenope, la Fortuna della città, la Fondatrice. E il fasto, contrariamente all'epoca contemporanea, era tale che il Pontano defini il tempio-tomba della Sirena, a suo dire persistente nel sito dove oggi ammiriamo la Basilica di San Giovanni Maggiore, "mirae magnitudini".
Su questo tema abbiamo fatto una chiacchierata con un amico di cui, ne siamo sicuri, rimarrà significativa traccia. 
Foto di Antonio Tortora


« Dopo Dicearchia c’è Neapolis […] viene indicata sul posto la tomba di una delle Sirene, Partenope, e vi si tiene un agone ginnico, secondo un antico oracolo », traduzione da Geografia (V, 4, 7) di Strabone. Il luogo di sepoltura di Partenope fu individuato, nella lunga storia delle città napoletana, in più siti disparati. I più noti sono il tempio presumibilmente dedicato a Partenope, pressappoco posizionato dove oggi vi sono le più antiche fondamenta del Castel dell’Ovo, inoltre sulla collina di Sant’Aniello. Più in generale, come ci informa Strabone (I, 2, 12), una località della penisola sorrentina era dedicata al culto delle Sirene. 

Tratto da:

http://digilander.libero.it/storia_e_numismatica/La%20Sirena%20Partenope%20ed%20i%20nummi%20neapolitani%20-%20Gionata%20Barbieri%20-%202007.pdf

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