mercoledì 11 marzo 2020

"ITALY LOCKDOWN", "ITALY OUTBREAK" COSI' SI LEGGE SULLA STAMPA ESTERA.

"LEGGE MARZIALE" COSI' POSSONO ESSERE INTERPRETATI I DECRETI EMANATI DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI CHE IN MANIERA GRADUALE, MA MOLTO VELOCEMENTE, STANNO SOSPENDENDO L'ESERCIZIO DEI DIRITTI ASSICURATI DALLA COSTITUZIONE.
di Antonio Tortora

tratto da pixabay

Certo, capiamo bene che trattare l'attuale emergenza sanitaria in maniera diversa da quanto narrato dal mainstream e dall'informazione militarizzata può apparire indigesto. Con l'aggettivo "militarizzata" ci riferiamo a quell'informazione inquadrata in plotoni informazionali troppo serrati (quasi asfittici) nei meccanismi del politically correct nonchè dall'informazione medicalizzata che ha avuto l'effetto incredibile di superare, in termini di share, ogni altro rinomato e famoso prodotto mediatico. Facciamo riferimento a quel narcotico mix composto da film pieni di supereroi virtuali; da documentari naturalistici per sognatori inebetiti mollemente sdraiati su un divano; da telegiornali tutti monocordi con cronisti e conduttori che si agitano per rendere più drammatica qualunque informazione anche quella più lineare e tranquilla; da tristissime vicende di attricette cadute in disgrazia e che cercano una nuova notorietà. Inoltre, ciliegina sulla torta, a tutto questo va aggiunta la ingombrante presenza di una bambina, Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg, che con le sue obsolete argomentazioni, supportate da ben orchestrate performance di pseudoconsapevolezza etica e ambientale, è stata ricevuta nei salotti buoni di quelle stesse centrali di comando, tra cui l'Unione Europea, che stanno conducendo l'Europa e gran parte del pianeta verso una disastro globale; tutto ciò mentre il mondo che conosciamo va irrimediabilmente in pezzi. 
L'introduzione può sembrare lunga ma era necessario, a nostro avviso, contestualizzare. Da oltre due mesi l'italiano medio è letteralmente bombardato da news, telegiornali e approfondimenti ventiquattr'ore su ventiquattro in grado di provocare uno stato di angoscia spaventoso generando allarme sociale e isteria collettiva salvo poi, immediatamente dopo, tacciare lo stesso popolo destinatario di questo tipo di informazione come "bue", "isterico" e "in preda al panico"nello stesso momento in cui attende in coda di entrare in un supermercato. Eppure tutto si è svolto con grande calma, troppa calma, vista la drammatica situazione ma, si sa, la gente terrorizzata, confusa e disorientata va sempre stigmatizzata con uno dei tanti complessi di colpa che schiacciano le masse e le coscienze individuali.
La cosa che non manca e che di certo non mancherà mai, per via di quella simmetria "sociologica" di cui è impastato oggi il mondo neoliberista, è la grancassa pubblicitaria che propone ipnoticamente famiglie perfette, futuri utopistici, tecnologie salvauomo, cieli e mari da sogno, auto intelligenti e gente perennemente felice e mai affaticata che trascorre una vita splendida e spensierata in metropoli mostruose che, miracolo dei trucchi cinematografici, appaiono bellissime, pulite, funzionali e perchè no "smart". Eh si oggi tutto deve essere smart altrimenti che mondo sarebbe. Per non parlare delle musichette ebeti e delle voci fuori campo che sprizzano euforica menzogna da ogni vocale e consonante. Poco importa al distratto consumatore digitalizzato, che di umano non ha quasi più nulla a parte lo sporco che lo caratterizza prima di lavarsi, che la tecnologia si è sviluppata in tale maniera da riporlo in una vetrinetta dell'immenso museo della storia naturale in qualità di essere arcaico ormai superato dall'orrore del transumanesimo e del postumanesimo di cui nessuno parla e su cui nessuna riflessione critica viene elaborata. Anzi si registra un grande e acritico entusiasmo per quella stessa Intelligenza Artificiale che sta gagliardamente soppiantando, con i suoi  gelidi algoritmi, le variabili del pensiero umano
Tornando a noi, chiusi nelle nostre case, e tenuti a giustificarci in caso di movimenti su un territorio blindato e molto colorito tanto da essere denominato "zona rossa" guardiamo attoniti e ascoltiamo muti i dati snocciolati dai media senza renderci conto che i numeri, molto esigui, non giustificano l'utilizzo di termini quali "epidemia" o "pandemia". Infatti basta mettere a confronto tali dati con i numeri veri, reali e comprovati di tutte le altre malattie, influenza compresa, che mietono un'immenso numero di vittime ogni anno, in Italia e in tutti i Paesi del mondo. Ma questo già lo abbiamo fatto in un precedente articolo. 
Qualche breve e concisa considerazione sulla attuale situazione. Ci troviamo nella stagione in cui l'influenza spadroneggia e scorazza in tutto il mondo per cui un pò di febbre, una macchia di sudore o un pò di bruciore della gola mette in allarme più di qualunque altra cosa perchè i sintomi del Covid-19 sono molto simili a quelli dell'influenza almeno in una fase iniziale. Ed ecco la paura servita su un piatto d'argento unitamente a un'angoscia profonda derivante dallo stordimento provocato da un nemico invisibile e, in buona parte ignoto, che si avvale e prevalentemente si nutre delle nostre emozioni negative. Ormai tutti ci guardiamo con sospetto, tutti ci distanziamo l'uno dall'altro, tutti cerchiamo un untore che, suo malgrado, è solo una vittima della malattia. Ogni solidarietà è scomparsa come neve al sole. Ogni amicizia e ogni sentimento di amore si sono estinti dall'oggi al domani e la crisi delle rianimazioni e dei reparti ospedalieri intensivi ha portato i medici italiani, per la prima volta nella storia del vivere civile, a dover fare delle scelte su chi far vivere e chi far morire. E la globalizzazione, che è il vero virus, dello spirito, dell'economia e della politica ha colpito duramente, con la sua arma segreta quasi tutti i Paesi. E mentre i medici cercano di salvare vite umane quegli scienziati pazzi, aspiranti maghi e stregoni, si dilettano nella sperimentazione genetica al solo scopo di creare armi invisibili, che non lasciano traccia, e che si rivelano molto efficaci per i disegni pianificati dei sicari dell'economia; per i progetti strategici di governanti e politici in preda a un delirio di onnipotenza che non ha eguali in epoche passate; per il military-industrial complex che è un leviatano destinato a crescere smisuratamente fino all'esplosione finale. Questi scienziati che lavorano, più o meno sotto copertura e per governi che mai nessuno avrebbe dovuto eleggere e votare, ancora e più di prima affollano i famigerati biolaboratori dove, purtroppo vengono compiute ricerche di vita ma anche ricerche di morte. E sono tanti e ben distribuiti dappertutto sul pianeta; basta scorrerne una sia pur approssimativa lista: https://it.wikipedia.org/wiki/Livello_di_biosicurezza#Livello_di_biosicurezza_4. Ovviamente le liste ufficiali, reperibili sui siti scientifici,  non comprendono le altre centinaia di laboratori BSL-4 sparsi all'interno e all'esterno dei vari Paesi coinvolti in questo gioco al massacro nascosto agli occhi delle persone semplici ma ben conosciuto a coloro che si alimentano di una sete di potere insaziabile.
Per la cronaca la Protezione Civile che, nel nostro Paese, "coordina gli interventi necessari a fronteggiare l'emergenza sul territorio nazionale" nonchè i più importanti media italiani e stranieri riproducono sul loro dashboard e nei loro press releases i dati forniti dalla John Hopkins University School of Medicine che, pur essendo una scuola di medicina di altissimo livello negli Stati Uniti, è pur sempre un istituto universitario privato; con sede a Baltimora nel Maryland. Francamente appare strano che un istituto privato venga preso come punto di riferimento per quasi tutta la stampa mondiale. Coincidenza vuole che il Dipartimento di Biologia della J.H.U. sia dotato di ben 27 laboratori di biologia attrezzati per lo studio di un'ampia gamma di problematiche biologiche e genetiche"with the unifying goal of obtaining explanations in quantitative and molecular detail"ovvero con il principale obiettivo di ottenere spiegazioni su dettagli quantitativi e molecolari. Dunque un'istituzione privata altamente specializzata che, con la scoperta della restrizione degli enzimi, diede vita all'industria dell'ingegneria genetica. Inoltre organizza corsi per la leadership e la formazione degli operatori di laboratorio di livello 4 di biosicurezza ed è dotata di un apposito Journal dedicato alle Emerging Infectious Diseases ovvero alle malattie infettive emergenti (https://jhu.pure.elsevier.com/en/publications/framework-for-leadership-and-training-of-biosafety-level-4-labora-4). Dunque una materia trattata in via quasi esclusiva presso il Wuhan Institute of Virology laddove nel 2015 fu inaugurato il primo laboratorio di livello 4 di sicurezza biologica (BSL-4) costruito in Cina (http://english.whiov.cas.cn/News/Events/201502/t20150203_135923.html) e proprio nel sito da cui, secondo la narrazione corrente e la maggioranza delle fonti d'informazione, è esploso il principale cluster di Covid-19 (nuovo Coronavirus) propagatosi in tutto il mondo. 
A ogni modo, l'apocalittico sistema Coronavirus-mediatico messo in moto, forse, attraverso una manipolazione genetica, è stato capace di azzerare le libertà civili in diversi Paesi; la Cina ne è un lampante esempio con una quarantena serrata di decine e decine di milioni di persone anche se nel Celeste Impero Covid-19 sembra essersi manifestato più aggressivo che in Italia e in Europa in generale. A quelle latitudini tuttavia le libertà civili non hanno avuto fortuna vista la forma di governo che domina su tutti i cittadini in maniera davvero pesante. Ebbene da noi in Italia, questa prepotenza istituzionale concretizzatasi con stato d'emergenza e diversi decreti liberticidi, posta in esseree da un governo, che era palesemente in crisi e i cui responsabili non sono stati eletti da nessuno, lascia basita l'intera popolazione e non solo nelle città superaffollate ma anche nei piccoli villaggi agricoli e di pescatori laddove il rischio di contagio potrebbe essere minimo o irrilevante. Ma a loro nessuno ci pensa; tutta l'attenzione è concentrata sulle città e sulle aree metropolitane dove si gioca la vera partita del potere per tutti coloro che più ne hanno e più ne vogliono. C'è qualcosa che non quadra in questa "epidemia" ormai dichiarata "pandemia" da organismi come l'Organizzazione Mondiale della Sanità che sovragestiscono i finti e ormai svuotati poteri sovrani e nazionali. Noi siamo tutti confusi perchè la macchina massmediatica ci stordisce e ci ipnotizza mentre "loro" arbitrariamente gestiscono le nostre vite senza chiederci il permesso e senza appello.
Un paio di giorni fa osservai con attenzione, da professionista dell'informazione quale sono da 35 anni, il volto di una giornalista-conduttrice che in uno di quei lunghissimi programmi televisivi chiedeva, quasi come un'ossessa, a uno dei tanti virologi quotidianamente ospitati se era vero che c'erano anche malati di Covid-19 molto giovani in qualche rianimazione o in qualche intensiva. Ebbene, di fronte a una risposta negativa del medico che spiegava con estrema serenità e chiarezza la media molto alta dell'età dei deceduti e dei ricoverati in serie condizioni, mi è parsa delusa. Forse avrebbe voluto creare una maggiore, laddove fosse ancora necessario, drammatizzazione in studio aumentando lo share. Può darsi che mi sia sbagliato ma non è questo il giornalismo etico, non è questa la corretta informazione. Signori. Prepariamoci a entrare nel panico più totale e globalizzato se le cose continueranno ad andare su questa falsariga. Qualcosa ci fa pensare che l'Italiano , dopo questa esperienza e se avrà trascurato di spegnere la televisione, non sarà più lo stesso.

 
Tratto da: dreamtime.com







domenica 8 marzo 2020

PERCHE' SI PARLA DI DECEDUTI A CAUSA DEL COVID-19 (nuovo Coronavirus) QUANDO LA VERA CAUSA DELLA MORTE NON E' STATA ANCORA ACCERTATA DALL'ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA?

ALLO STATO ATTUALE SIA IL MINISTERO DELLA SALUTE CHE LA PROTEZIONE CIVILE, SUI  DASHBOARD UFFICIALI, QUANTIFICANO IN 233 I MORTI MA APPARE DOVEROSO CHIEDERSI DI COSA ESATTAMENTE SIANO MORTE QUESTE PERSONE. QUALCHE RIFLESSIONE.

di Antonio Tortora

Tratto da: www.ecdc.europa.eu novel-coronavirus-covid-19-algorithm-management-contacts- cases

In buona sostanza il cittadino comune che, volendosi informare presso le fonti ufficiali, decidesse di consultare i dashboard del Ministero della Salute e del Dipartimento della Protezione Civile, si troverebbe di fronte a una serie di dati statistici snocciolati con algoritmica precisione tranne quello relativo ai morti. Si perchè un piccolo asterisco specifica che lo stesso numero, al momento in cui scriviamo 233, non è ancora stato confermato dall'Istituto Superiore di Sanità, significando ciò che la morte di tali soggetti non può essere, per il momento, ricondotta con certezza al famigerato Coronavirus. Se così fosse dovrebbero essere spiegati analiticamente i meccanismi di calcolo attraverso cui si è giunti a questo numero. Una cosa è sapere che le morti certe a causa del Coronavirus sono rappresentate da questa cifra e un'altra cosa è sapere che non c'è la sicurezza matematica del dato quantitativo riportato. Fa la differenza eccome. Infatti, la forbice tra 1 e 233 è molto ampia e un numero inferiore, meglio se molto inferiore, di deceduti contribuirebbe a ridare speranza a un'intera popolazione ormai entrata in una fase di abbattimento, tristezza, pessimismo e dolore; in altre parole un'Italia depressa che non è dato di sapere quando e come si riprenderà da limitazioni che non hanno precedenti: stato di emergenza di rilievo nazionale, zone rosse, restrizioni, quarantena, isolamento, chiusura, distanza tra le persone. Un lessico fatto di parole e locuzioni che non può non richiamare alla mente eventi bellici e scenari preaopocalittici. Tutto ciò spinge il comune cittadino a riflettere su ciò che accade e le modalità con cui si cerca di porre rimedio all'evento pandemico tutt'ora in corso. Parimenti non si può affermare che l'italiano medio sia diventato vittima di panico, paure e angosce senza ragione e per mera sua fragilità e influenzabilità; infatti tutti i messaggi che gli sono stati lanciati sin dall'inizio e fino ad ora dal Governo, dagli scienziati e dai cosiddetti "esperti" erano e sono carichi di drammaticità e gravità. Ciò ha contribuito, in maniera determinante, alle più varie forme di psicosi, dall'assalto ai supermercati alla caccia alle mascherine, dalle incursioni continue alle farmacie all'aumento vertiginoso dei prezzi online di detergenti e di disinfettanti. E' di queste ore la fuga da Milano di meridionali e lombardi alla volta delle regioni del Sud a bordo di un treno che è stato poi intercettato nottetempo dalla Polizia nel casertano; insomma tutta una serie di comportamenti che hanno determinato caos, prostrazione e incertezza.
Ai messaggi, prima contrastanti, dei decisori politici sono seguiti i decreti duri e inappellabili del Presidente del Consiglio. Ai consigli bonari di un esercito di virologi, epidemiologi, biologi e pneumologi che esprimevano opinioni discordanti e antitetiche sono seguiti, da un certo momento in poi, diktat e richiami in grado di spiazzare e traumatizzare gli italiani che hanno visto la loro vita radicalmente cambiata in una manciata di giorni e di ore per i provvedimenti più recenti. 
Certo, nessuno poteva immaginare l'elevato tasso di infettività e contagiosità del virus nella misura in cui nessuno poteva ipotizzare, neppure lontanamente, il così elevato numero di specialisti in virologia, epidemiologia, biologia e pneumologia che operano in Italia e  che, da mesi, occupano in pianta stabile e ventiquattro ore su ventiquattro gli schermi televisive e i canali radiofonici, i canali YouTube e le chat degli smartphone nonchè tutti i social network possibili, diventando di fatto (anche meritatamente in alcuni casi) eroi dei media e del cyberspazio. Non sappiamo come siano riusciti a lavorare tra le lunghissime dirette televisive organizzate da telegiornali, telecronache, spettacoli, talk show, speciali e approfondimenti. Evidentemente sono stati molto bravi nel lavorare in prima linea, nel fare ricerca ad altissimi livelli, nel rilasciare interviste, nel descrivere scientificamente l'essenza del virus e i criteri epidemiologici e dunque, diremo, dotati di multilocazione ubiquitaria.

Tratto da: www.agi.itcronacanews

Il quesito rimane ed esige una risposta che, da sola, potrebbe essere sufficiente a chiarire come stanno realmente le cose prima che l'Italia, ormai posta in quarantena dal resto del mondo, si ripieghi pericolosamente su sè stessa afflitta dalla dissoluzione di un'economia già precedentemente in recessione ed oggi ridotta a un deserto costellato da mascherine, guanti e da decine di migliaia di aziende manifatturiere e attività commerciali e artigianali che saranno costrette a chiudere. Non solo ma anche la privazione delle libertà individuali e collettive, stabilite con legge, con l'azzeramento di ogni capacità di movimento e contatto su un territorio che, di norma, è paragonabile a un formicaio sempre caotico e vivo, potrebbe distruggere irreversibilmente il contenuto antropologico, economico e culturale di un Paese che difficilmente potrà resistere a un tale stress test. E i primi segnali di cedimento sono già chiaramente e drammaticamente visibili senza bisogno di ascoltare le opinioni di sociologi, economisti e accademici di professione; il disastro è sotto gli occhi di tutti, anche dell'uomo della strada. Francamente, in un clima di soffocante angustia e sbigottimento generale, pensiamo che la situazione o è così grave da non lasciare scampo agli italiani, sotto i tre punti di vista prima elencati. Oppure è meno critica di quello che vogliono farci intendere e quando il presidende del Consiglio, Giuseppe Conte, afferma  a Palazzo Chigi: "ci assumiamo tutta la responsabilità politica delle decisioni" a proposito delle misure sull'emergenza Coronavirus (https://www.agi.it/economia/news/2020-03-07/coronavirus-contagi-misure-governo-7364160/), davvero le responsabilità potrebbero diventare schiaccianti di fronte a un intero popolo, già stremato, che tra qualche settimana avrà la sensazione di essere arrivato al capolinea. Mentre scriviamo l'angoscia per un nemico invisibile, la malattia Covid-19, provocata dal nuovo Coronavirus, che insidia le nostre vite e la paura di provvedimenti che stanno compromendo la realtà vitale e consolidata di un intero Paese aumentano a dismisura e ogni speranza si allontana sempre di più.
 

 

venerdì 6 marzo 2020

MENTRE SI CONTANO I MORTI E I CONTAGIATI A CAUSA DEL CORONAVIRUS E LA QUARANTENA STRINGE NELLA SUA MORSA INTERE NAZIONI, QUALCUNO INVESTE SULLA CATASTROFE E LA PANDEMIA SI TRASFORMA IN OPPORTUNITA' PER ARRICCHIRSI FACILMENTE.
LE PERPLESSITA' SULLA GESTIONE DEL LETALE EVENTO E SULLA SUA REALE ENTITA' SORGONO SPONTANEE.

IL CASO DEI CATASTROPHE BONDS


di Antonio Tortora

Tratto da: www.financialmirror.com

Per la cronaca allo stato attuale in Italia su 3.089 persone che hanno contratto il virus Covid-19,  già conosciuto come Sars-CoV-2, di cui 2.706 sono risultati positivi, 107 deceduti e 276 guariti (Fonte: Ministero della Salute alle ore 18.00 del 4 marzo 2020). Ora, su questi numeri che vanno contestualizzati fra i dati riportati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo deller malattie-ECDC e che vengono aggiornati continuamente, c'è chi studia, pianifica, investe e specula
Facciamo riferimento ai pandemic bonds, catastrophe bonds o cat-bonds, ovvero obbligazioni emesse  dalla Banca Mondiale nel 2017 allo scopo dichiarato di accumulare fondi per finanziare, in caso di pandemia globale dichiarata dall'Organizzazione Mondiale della Sanità, i paesi poveri non in grado di fronteggiare tale emergenza sanitaria. Dunque la finalità potrebbe apparire buona e umanitaria. Al momento in cui scriviamo l'O.M.S. non ha ancora dichiarato la pandemia mondiale ma le esigenze finanziarie mosse dalle obbligazioni emesse in previsione di questo specifico genere di eventi spingono affinchè la pandemia venga dichiarata più in là nel tempo. (Fonte:https://www.bloomberg.com/news/articles/2020-02-25/catastrophe-bonds-signal-coronavirus-nearing-pandemic-status). 
Ma andiamo con ordine. Sebbene possa apparire curioso ed eccessivo lo scrupolo, con cui le massime autorità sanitarie mondiali utilizzano il termine "epidemia" oppure "pandemia", un motivo c'è ed è squisitamente economico. Infatti questa cinica invenzione dei catastrophe bonds da parte della Banca Mondiale, che coinvolge direttamente l'Organizzazione Mondiale della Sanità quale arbitro indiscusso sull'utilizzo dei due termini epidemia o pandemia, permette a ricchi investitori senza scrupoli di realizzare lauti guadagni  se non si dovesse verificare la pandemia con le caratteristiche riportate nelle circa 400 pagine del prospetto informativo, entro la data di scadenza. Ovviamente facciamo riferimento agli interessi, variabili tra il 7% e il 12%, maturati sulle cifre versate; non pochi rispetto a tutti gli altri prodotti finanziari offerti sul mercato. Inoltre è previsto anche il rimborso del capitale versato e dunque zero perdite e massimo profitto. Va da sè che se la pandemia dovesse verificarsi, gli investitori perderebbero quota capitale e quota interesse e l'intero ammontare della cifra verrebbe stanziato a favore del paese colpito dall'evento.  La scadenza dei cat-bonds impegnati per finanziare il progetto "Pandemic emergency financing facilithy" cade nel luglio 2020. 
Sorprende pensare che qualcuno brami guadagni e cerchi di scongiurare perdite proprio nel momento in cui gran parte del pianeta è impegnato nel contenimento di un virus, il Covid-19, che sembra essere molto aggressivo. C'è indubbiamente del macabro in questo genere di finanza che non guarda in faccia nè ai vivi nè ai morti e che è gestito da alcuni giganti della riassicurazioni ovvero di quel meccanismo che consente alle società di assicurazione di assicurare sè stesse e di scongiurare il rischio, sempre presente in caso di grandi eventi catastrofici, di calamità naturali e di emergenze sanitarie su vasta scala. I gestori dell'operazione sono le compagnie: Swiss RE, Munich RE e GC Securities e l'azienda privata Air Worldwide Corporation di Boston, per clausole contrattuali, è incaricata di dire l'ultima parola e ratificare l'operazione cat-bonds. A ogni modo a causa della grande complessità delle clausole contrattuali e della rigidità con cui esse vengono applicate si tratta di un vero e proprio gioco d'azzardo che certamente procurerà molta adrenalina agli annoiati investors atteggiati alla Gordon Gekko del celebre film Wall Street; qui Oliver Stone dimostra con assoluta maestria che per alcuni individui e per certe Corporation "l'avidità senza limiti è giusta". Con tale motto l'alta finanza capitalista ha individuato nuove strade per speculare, meno tradizionali e assai spregiudicate, spingendosi oltre il limite della vita, della morte, delle catastrofi e del Covid-19. Nonostante i cat-bonds emessi in precedenza, con le stesse finalità previste per la pandemia attuale, la Repubblica Democratica del Congo, pur con le sue migliaia di morti a causa dell'Ebolavirus, non ha ricevuto un dollaro in quanto non tutte le clausole contrattuali furono soddisfatte; ciò ovviamente in barba all'umanitarismo di facciata ostentato da organizzazioni internazionali ciniche nel loro modo di comportarsi e sospette per una serie  di interessi inconfessabili e spesso tenuti ben nascosti.
Alla luce di quanto detto, ma si è trattato solo di un mero accenno data la complessità della materia, forse è necessario smettere di fare finta di affrontare i problemi ecologici e le crisi climatiche poichè le risorse economiche, e ce ne sono in abbondanza sia pur concentrate nelle mani di pochi, vengono utilizzate per un gioco d'azzardo planetario che mai consentirà, ad esempio e per tornare all'oggetto della trattazione, di finanziare una sanità in grado di prevenire determinate malattie e di intervenire celermente laddove se ne presenti la necessità. 
E mentre con il nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri le libertà individuali  vengono resettate, ci auguriamo per un lasso di tempo non troppo lungo, la finanza disumana incalza.


                         Catastrophe Bonds Signal Coronavirus Nearing Pandemic Status
Tratto da: www.newsmax.com


mercoledì 4 marzo 2020

LA GRANDE DEPRESSIONE ITALIANA DEL 2019/2020


ABBIAMO L'IMPRESSIONE DI ESSERE ENTRATI IN GUERRA. UN VERO E PROPRIO SCONTRO EPOCALE DI CIVILTA' CHE, CON IL PRETESTO DI UNA PROFILASSI TUTTA ORIENTATA A CONTRASTARE UNA SINDROME PARA O SIMIL-INFLUENZALE, IL COVID-19, CI OBBLIGA AD ASSISTERE IMPOTENTI AL MASSACRO ECONOMICO DI UN PAESE GIA' IN RECESSIONE ECONOMICA DA DIVERSI ANNI E OGGI ENTRATO UFFICIALMENTE IN DEPRESSIONE.

di Antonio Tortora
Tratto da httpwww.blog-lavoroesalute.org

Non a caso abbiamo usato la locuzione "scontro di civiltà", ripresa dal volume scritto nel 1996 dal politologo statunitense Samuel Phillips Huntington "The  Clash of Civilization and the Remaking of World Order", in cui vengono lucidamente individuate 9 aree di civiltà che, presto o tardi, entreranno in conflitto tra loro come peraltro è accaduto fra gli Stati-Nazione. In realtà stanno già entrando, proprio ora, in conflitto e se ne vedono già gli effetti. Il politologo enumera nove aree di civiltà: occidentale, latinoamericana, africana, islamica, sinica, indù, ortodossa, buddista e giapponese e chiarisce che "l'occidente non ha conquistato il mondo con la superiorità delle sue idee, dei suoi valori o della sua religione ma attraverso la sua superiorità nell'uso della violenza organizzata ovvero con il potere militare. Gli occidentali lo dimenticano spesso, i non occidentali mai". Ebbene, attualmente, lo scontro sta raggiungendo la sua massima criticità proprio in un momento in cui, a causa della nostra visione del mondo, limitata, filoatlantica ed eurocentrica, siamo maggiormente convinti che la nostra cultura fu, è e debba essere in futuro universale. Malauguratamente tale idea non corrisponde alla realtà geopolitica contemporanea  e, in maniera decisa, lo stesso Huntington ci ammonisce che si tratta di un convincimento "falso, immorale e pericoloso". E come tutte le menti ancora pensanti avranno ben compreso alla luce della storia antica, recente e di quanto accade nella contemporaneità, la stessa idea di universalismo conduce all'unica strada possibile e cioè all'imperialismo in precedenza "ideologico", poi nella fase attuale "economico" ed infine in un futuro non più tanto lontano "culturale". Tutto ciò è confermato dai macrofenomeni economici, religiosi, politici e soprattutto antropologici che drammaticamente osserviamo e siamo costretti a subire. Cosicchè ovunque, sul pianeta, si registrano tensioni, scontri, conflitti e perfino guerre; e, come se non bastasse, migrazioni di massa, mutamenti climatici, crisi economiche locali e di vasta portata e ancora un'infinità di catastrofiche variabili che conducono alla instabilità globale con cui tutti dobbiamo fare i conti.
Citando l'opera di Huntington, che per contenuti si contrappone allo scritto di Francis Fukuyama "The End of  History and the Last Man" del 1992 in cui democrazia liberale, capitalismo e stile di vita occidentale sarebbero stati imposti necessariamente in tutto il mondo, abbiamo voluto contestualizzare la fase di emergenza sanitaria e pandemica del Covid-19 altrimenti denominato SARS-CoV-2,  che il mondo sta vivendo in questi giorni, in queste ore. Cosicchè appare evidente che gli equilibri e anche tutte le precarietà cui eravamo fino ad ora abituati si stanno decisamente e drammaticamente rimodulando.
Tutto ciò accade, inesorabilmente, in una Italia sfiancata da una classe dirigente incapace, perchè non all'altezza di svolgere i propri compiti istituzionali, nonchè ingannatrice nei confronti di un popolo che l'ha votata con fiducia e speranza, come avviene ormai da un centinaio di anni. Politicamente parlando "mutantur nihil". In effetti la gestione delle  imprese nazionali nei vari settori: dall'industria all'agricoltura, dal commercio al terziario avanzato e ai servizi è sempre stata saggia e previdente, coraggiosa e innovativa ma si è dovuta costantemente scontrare con una fiscalità rapace, sconfinante nella rapina e nel furto legalizzato; con una burocrazia elefantiaca e violentemente prevaricatrice; con una mentalità centralista che ha fatto e ancora fa finta di decentrare, delegare e ridistribuire processi decisionali e responsabilità gestionali. Non a caso é di circa un mese fa la Dichiarazione dello stato d'emergenza che ha messo in ginocchio il Paese più di qualunque morbo con le limitazioni di molte delle libertà fondamentali dell'individuo. Anche la libertà di stampa e di opinione sta risentendo pesantemente di tali limitazioni quando chi esprime semplici dubbi e ovvie perplessità viene banalizzato, ridicolizzato, accusato di raccontare fake news o peggio di complottismo epiteto che, ormai, viene associato all'agire criminale. Ma di ciò la gente comune, ormai terrorizzata e inebetita dal continuo tam tam mediatico, neppure se ne accorge nonostante la massiccia mole di profili social chiusi con chiara violazione del diritto di espressione; insieme a un gran numero di soggetti bannati con indiscutibili intenti punitivi; unitamente a un'infinità di video rimossi senza ragioni apparenti e una censura (espressione di una vera democratic dictatorship) che si fa, ogni giorno, più minacciosa. Tornando al discorso precedente, i nostri imprenditori si trovano a confliggere con elementi parassitari (vedi classe politica oggi definita "decisori") che sono nemici dello spirito imprenditoriale e quindi di quelle stesse aziende, piccole, medie e grandi che hanno reso l'Italia un grande Paese agli occhi del mondo. E non parliamo solo di brands commerciali della grande distribuzione nonchè marchi prestigiosi e spesso centenari, bensì anche di stile, gusto, classe, raffinatezza e cultura che hanno mostrato al resto del mondo e ai mercati  esteri oltreché a quello interno lo spirito di sacrificio e l'indomabile volontà dell'Italia. Quegli stessi elementi parassitari cui accennavamo, purtroppo, si sono sempre manifestati e ancora pervicacemente si manifestano, oggi più di ieri se possibile, antitaliani e forse geneticamente italiofobi, altrimenti non sarebbero potuti giungere a tanto distruggendo un intero Paese che, nonostante il peso di tale ignobile zavorra "politicamente corretta ed eticamente corrotta" per dirla alla Diego Fusaro, è uno dei maggiori Paesi d'Europa e del mondo per superficie, per importanza strategica, per popolazione, per peso economico e, cosa davvero fondamentale, per prestigio storico e culturale. 
La sua moneta era una delle più forti al mondo nella metà del '900, la sua riserva aurea è ancora una delle maggiori e la quantità di risparmio privato si attesta tra le più significative al mondo in rapporto, ovviamente, alla sua popolazione e al suo Prodotto Interno Lordo. Tutto ciò ha ingolosito e tuttora alletta gli insiders e i "sicari dell'economia" (John Perkins docet) che già sapevano quanto stava per accadere attraverso gli input che giungevano dai più influenti e globalisti Think Tank  nonchè  dagli agenti di quel complesso militare-industriale-politico cui aggiungeremo farmaceutico che ormai apolide, multinazionale, digitalizzato e voluto dalle Corporation, sovragestisce i grandi e improvvisi mutamenti epocali. E' interessante notare che il 17 gennaio del 1961 fu proprio il presidente americano, Dwight D. Eisenhower, a riferire dell'esistenza di un "military–industrial–congressional complex" riferendosi agli Stati Uniti; oggi questa appellation può tranquillamente essere attribuita a quell'insieme di entità sovragestionali cui prima facevamo riferimento. Il tono di Eisenhower era preoccupato e avvertiva il popolo americano del pericolo richiamandolo a un maggiore e responsabile controllo sui politici che chiedevano e ottenevano il voto e dunque sul loro operato. Politici di tale spessore l'Italia non ne ha mai avuti anzi il nostro Paese si è sempre dotato, per ignoranza e desiderio di delegare qualunque decisione, di faccendieri e traffichini capaci di cambiare bandiera senza ritegno; capaci di mentire, tutti e di tutti i partiti, agli elettori; capaci di vendere e cedere a gruppi stranieri, per quattro soldi, tutto quanto c'era di buono nel nostro Paese; infine capacissimi di spremere cinicamente lacrime, sudore, sangue e denari a un popolo che ormai si aggira confuso nelle città semideserte. Come si può vedere ci siamo dotati di politici-decisori davvero capaci, drammaticamente capaci; siamo al top della capacità dei politici nostrani e ne manteniamo il primato.
Comunque vadano le cose, mentre gli avvoltoi e i parassiti attendono al capezzale di un'Italia trasformata in un gigantesco lazzaretto, gli abitanti di quello che fu il Belpaese, pur essendo sani hanno l'obbligo, per legge e dunque per decreto governativo, di sentirsi malati e appestati a tal punto da recludersi in una squallida quarantena da cui non è dato di sapere quando si potrà uscire.
L'incubo è solo all'inizio.

Tratto da www.fuckcancer.org



 

giovedì 27 febbraio 2020


CORONAVIRUS: IL POTENTE ALLEATO DI UN GOVERNO, CHE NON INTENDE MOLLARE LA PRESA NONOSTANTE LA SFIDUCIA DI UN INTERO PAESE, E COLPEVOLE DI AVER ISOLATO L'ITALIA PRODUTTIVA DAL RESTO DEL MONDO E DI AVERNE AFFOSSATO L'ECONOMIA.

L'Italia chiude per sindrome simil - influenzale (Covid-19) e diventa, agli occhi del mondo, un vero e proprio Lazzaretto manzoniano popolato da lebbrosi e appestati. Come ha potuto il Governo italiano, avocando a sè i "pieni poteri", trasformare il Belpaese di Dante e Petrarca in una Desolandia che indossa una gigantesca, ridicola e quanto inutile, mascherina?
 di Antonio Tortora

 
 
Tratto da httpwww.arte.it


Quello che fu romanticamente definito il Belpaese, a causa della mitezza del clima, della bellezza dei suoi paesaggi naturali, della sua millenaria cultura nonchè della sua storia tanto complessa quanto interessante, é stato oggi ridotto a un immenso Lazzaretto circondato da un cordone sanitario attuato proprio da quell'Europa che, evidentemente, non aspettava altro per liquidare l' italica competizione. Basta vedere il comportamento della Francia da sempre ostile all'Italia e primo Paese europeo ad "imporre un trattamento cinese", come titolava Le Figaro del 24 febbraio scorso, ai nostri connazionali e ai francesi che tornano dalle zone rosse del nord Italia, somministrandogli un autoisolamento di almeno 14 giorni. 
Dall'Ordinanza del 25 gennaio scorso, ispirata a un doveroso principio di precauzione, passando per le varie Circolari Ministeriali del Ministero della Salute del 27 dello stesso mese nonchè l'istituzione di una Task Force, si è giunti alla Deliberazione dello Stato d'emergenza sanitaria per l'epidemia di Coronavirus per la durata di 6 mesi. Inoltre, dal 23 febbraio è scattata l'ora X con le cinturazioni sanitarie del Lodigiano e di Vò Euganeo con 43 checkpoint le cui rare immagini riprese sia direttamente che con i droni stanno facendo il giro del mondo. Parliamo di un'area enorme controllata a vista da circa 500 agenti delle Forze dell'Ordine coadiuvate, recentissimamente, dall'Esercito, h24 e con l'impiego di almeno 10 persone per ogni ingresso/uscita.
Alla luce di quanto riferito, che sembra più un bollettino di guerra che una normale azione di prevenzione e contenimento, ci chiediamo dov'era il Governo e dove erano le autorità sanitarie nel corso di tutte le pandemie italiche che si accavallano drammaticamente giorno dopo giorno nelle nostre città, oggi chiamate metropoli, nei nostri innumerevoli paesi rivieraschi, dell'entroterra e appenninici. A quali epidemie ci riferiamo? Eccole qui di seguito nel tentativo di fornire qualche dato (Fonte: https://www.repubblica.it/dossier/stazione-futuro-riccardo-luna/2020/02/24)/news/coronavirus_e_terapia_antipanico_di_cosa_si_muore_ogni_giorno_in_italia-249454511/
- Di influenza muoiono fra le 8.000 e le 12.000 persone l'anno a seconda della stagione, in pratica uno su mille rispetto alle 650.000 persone che si ammalano annualmente. (Fonte:https://old.iss.it/site/RMI/influnet/pagine/rapportoInflunet.aspx
- Di polmonite muoiono circa 13.505 persone l'anno con una media di 37 al giorno.
- Di malattie cardiocircolatorie muoiono circa 232.870 persone l'anno con una media di 638 al giorno.
- Di tumore muoiono circa 176.295 persone l'anno con una media di 483 al giorno.
- Di incidenti stradali muoiono circa 3.650 persone l'anno con una media di 10 al giorno.
- Di sepsi (precedentemente conosciuta come setticemia), contratta negli ospedali, muoiono circa 49.000 persone l'anno con una media di 134 al giorno. 
- Di alcol si stima che siano morte, in solo 9 anni dal 2008 al 2017, circa 435.000 persone per malattie alcol correlate, incidenti, omicidi e suicidi ad esso dovuti; rappresenta un dato molto preoccupante il fatto che oltre la metà dei minori ha acquistato alcolici. (Fonte: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/alcol-uccide-piu-di-fumo-e-droga435mila-morti-in-Italia-in-10-anni-8cb848a0-1ad0-465c-96a4-9c39276bc745.html?refresh_ce).
- Di Terra dei Fuochi laddove (ben 55 comuni a cavallo tra la province di Napoli e Caserta) si registra un'impennata esponenziale di morti per tumore  con i recentissimi casi relativi a 8 bambini tra 0 e 14 anni deceduti solo negli ultimi 20 giorni (dati dell'Istituto Superiore della Sanità) (Fonte: https://www.meridiananotizie.it/2020/02/cronaca/da-oltre-20-anni-la-terra-dei-fuochi-miete-piu-vittime-del-coronavirus-sono-otto-i-bambini-morti-negli-ultimi-venti-giorni/.
Una parte di questa ampia area, quella che fa capo ad Acerra, Nola e Marigliano, è stata definita nell'agosto 2004 dalla rivista scientifica The Lancet Oncology "Triangle of death" a causa della massima concentrazione di rifiuti tossici smaltiti illegalmente da aziente del nord con la complicità della camorra e della copertura di apparati dello Stato, come emerso da recenti inchieste fra cui "Italian Leaks"; un vero e proprio biocidio.
- Di fumo muoiono circa 70.000 morti l'anno (circa 146 ogni 100.000 persone) (Fonte: https://www.tisostengo.com/2018/12/10/strage-del-fumo-in-italia-70-000-morti-allanno/) e le statistiche vanno rimodulate a causa dell'aumento di tabacco da rollare, sigarette elettroniche e tabacco "heated" ovvero riscaldato.
- Di incidenti sul lavoro ne muoiono circa 1.000 persone l'anno (dati Inail relativi a undici mesi del 2019)
E qui ci fermiamo per porre nuovamente lo stesso quesito che dovrebbe porsi ogni cittadino di questo Paese che ha sempre avuto e continua ad avere un Governo che non sa fare altro che una continua e perenne propaganda elettorale: dov'era il Governo e dove erano le autorità sanitarie nel corso di tutte le pandemie italiche? Non si sa; forse erano nei laboratori di alchimia politica. Ebbene tra finti richiami al senso di responsabilità e ridicoli appelli all'unità nazionale Lorsignori vanno avanti per la loro strada abbandonando l'Italia al suo destino mostrando tutta la loro incompetenza ma senza, ovviamente, tralasciare le dieci regole strategiche di distrazione di massa elaborate dal teorico della comunicazione Noam Chomsky tra cui la tecnica sempre efficace di "creare problemi e poi fornire soluzioni". Inoltre trattano un popolo intero come bambini suggerendo di "lavare bene le mani" e di "starnutire nel gomito"con l'unico scopo di far abbassare la soglia critica a chi ascolta o osserva una qualsivoglia comunicazione visiva; tipico di chi inganna e intende veicolare messaggi a proprio vantaggio. Conseguentemente provocano il panico, la paura di eventi volutamente drammatizzati e l'ansia nei confronti di un nemico invisibile, il Coronavirus ormai potente alleato della politica nostrana. A questo punto il gioco è fatto e un senso di colpa viene massicciamente iniettato nel tessuto sociale di un Paese già provato dalle vere epidemie cui prima abbiamo fatto riferimento nonchè da una crisi economica, politica e antropologica, senza eguali, che ha consegnato gli italiani alla mercè di qualunque venditore di fumo. A questo punto, ovviamente, la colpa è di tutti coloro che assaltano supermercati e farmacie, che gridano all'untore, che vagano penosamente in preda a quell'effetto fantasma preapocalittico e postnichilistico che, in parte, conoscono coloro che hanno frequentato i corsi di psicologia delle catastrofi. Lo stesso linguaggio bellico utilizzato, sin dall'inizio, richiama quel climax che, d'improvviso, si concretizza con ospedali sigillati, città assediate, strade presidiate, checkpoint, biocontenimento, stato d'emergenza, pandemia, conta delle vittime, pene per chi non si adegua. Un contesto in cui la sanità acquista connotati militareschi, la democrazia diventa comando assoluto, e  saracinesche, grate, cancelli, serrande e porte si chiudono rendendo l'assenza di socialità un diktat inviolabile. Una vera tempesta perfetta. Dunque in sintesi, prima ci allarmano e poi ci dicono "niente panico"; prima ci chiedono di avere fiducia e poi si contraddicono da un'ora all'altra; prima costituiscono un'autorità centralizzata e poi questa confligge con le autorità periferiche in maniera plateale. 
Ancora qualche domanda. Come fa l'"avvocato del popolo" Giuseppe Conte a sostenere che "stiamo affrontando l'emergenza con misure adeguate" quando l'intero Paese si trova isolato rispetto al resto del mondo? Quando la maggioranza delle aziende produttive e di servizi usciranno azzerate da questo drammatico momento? quando la vita di intere regioni è stata profondamente contaminata dal sospetto e dalla diffidenza? quando il violento shock subito da quello che resta del popolo italiano comincerà a riaffiorare sotto forma di malattia sociale? Già Giuseppe Prezzolini, nel 1948 da New York scriveva un libro in lingua inglese per spiegare agli americani come stavano le cose nel suo paese d'origine: "L'Italia finisce: ecco quello che resta" ed fu lungimirante. E infine ci chiediamo: "ma i vertici politici e amministrativi del Paese hanno la più pallida idea di come funziona il settore sanitario del nostro Paese? Con attese di mesi per visite specialistiche, interventi chirurgici nonchè controlli ed esami diagnostici anche urgenti. Con piccoli e medi ospedali ormai chiusi da tempo per mancanza di denari. Con megaospedali inaugurati e mai aperti al pubblico. Con medici di base quasi sempre irrintracciabili e che adottano orari di ricevimento troppo ridotti rispetto a un carico di assistiti eccessivo. Una burocrazia folle che ha ridotto gli studi di medicina di base a emettitori automatici di ricette e troppo spesso a esecutori di direttive assurde e contrastanti da parte delle Regioni. C'è una nuova figura in effetti: il medico di base tecnocrate che dipende esclusivamente dalla volontà di funzionari amministrativi robotizzati e votati all'immobilismo perenne. E le attese di molte ore nei Pronto Soccorso in condizioni tali che se non hai il Coronavirus te lo devi prendere per forza? E la mancanza di stanze, letti, barelle, e di qualunque materiale sanitario; tutto questo perchè magari il Direttore Sanitario, il Primario o il Manager che tutto dirige vengano premiati con scatti di carriera e ricche prebende per aver fatto spendere di meno allo Stato sanguisuga che obbliga solo a pagare.
Con tutto ciò dobbiamo sopportare la beffa di un Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che esclama allegramente "il nostro sistema sanitario è eccellente"; questa affermazione é pura follia e nega drammaticamente l'evidenza dei fatti. Noi pensiamo che il Covid-19 debba fare il suo corso come tutti i virus, indipendentemente dalla nostra volontà e dalla nostra capacità di contenimento che pure dovrà esserci; parimenti pensiamo, anche supportati dalla nostra diretta esperienza, che, a parte sporadici centri di eccellenza medica e ospedaliera e a parte un nutrito e agguerrito di medici di frontiera e sommamente preparati, il territorio medico - sanitario sia un vero deserto popolato da funzionari privilegiati e da burocrati capaci di inibire qualsiasi azione costruttiva e nell'interesse degli assistiti.
Tutto questo solo per ricordare ai nostri decisori che di epidemie - stragi ce ne sono , eccome se ce ne sono, ma nessuno ne parla e nessuno ha la volontà politica di correre ai ripari.

martedì 25 febbraio 2020

SINDROME PARANOIDE:

Un Governo paranoide, autoritario e visibilmente in difficoltà, fiancheggiato da media catastrofisti ha causato il drammatico blocco di un intero Paese e il suo isolamento internazionale per sole 11 vittime, tutti anziani e con gravissime patologie pregresse, e soltanto 322 contagiati. Ci chiediamo molto allarmati: Cui prodest? 
di Antonio Tortora



                                                                                         "Mentre giaci qui russando,
                                                                                         La congiura ad occhi aperti ne approfitta"
                                                                                                              (William Shakespeare: La Tempesta)
 
Militari in Piazza Duomo a Milano Tratto da Dagospia

Psicosi collettiva e scaffali vuoti Tratto da Dagospia
Subito dopo un efficace "lead" abbiamo deciso di posizionare due foto - simbolo di questa catastrofe che si sta abbattendo con assoluta virulenza sul nostro già asfittico Paese; e non ci riferiamo al Covid-19 (già conosciutto come Coronavirus di Wuhan) bensì ai provvedimenti presi dal Governo vale a dire alla Dichiarazione dello Stato di Emergenza del 31 gennaio 2020. Ma prima di entrare nel merito desideriamo chiederci per quale ragione si sia dovuto ricorrere a misure così draconiane per un numero davvero ridotto di casi di morte pari a 11, tutti anziani e con gravissime patologie pregresse per cui non è possibile nemmeno determinare la precisa causa della morte; nonchè per un numero altrettanto scarso di contagiati pari a 322. Almeno ad oggi, cioè al 25 febbraio 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto Di contro, stando ai numeri sull'influenza riferiti all'Agenzia Giornalistica Italia dal virologo dell' Università La Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, "sono circa 300 - 400 i morti ogni anno con circa 200 morti per polmonite virale primaria cui vanno aggiunti tra le 4mila e le 10mila morti indirette dovute a complicanze polmonari"; dunque nel caso dell'influenza "normale", nonostante i numeri imponenti e di certo epidemici, nessuno si allarma e le stesse autorità sanitarie non mostrano segni di inquietudine oltrechè, molto giustamente, a dare opportuni consigli medici su come fronteggiare e curare le influenze stagionali. Appare utile ricordare che in tutto il mondo, ogni anno, il virus dell' influenza colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta, per cui parliamo di un numero che varia tra i 350 milioni e un miliardo di persone. Non solo ma, stando a ciò che si legge in un paper del Portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica "Epicentro", si registrano complicanze che provocano il decesso in circa il 10% dei casi tra i 3 e i 5 milioni di casi accertati di influenza. Queste riteniamo che siano cifre da vera e propria pandemia.
Premesso che in Cina l'epidemia di Covid-19 si è diffusa e continua a propagarsi in maniera molto diversa e veloce da come avviene nel nostro Paese e nel resto d'Europa, con un numero straordinariamente superiore di contagiati e morti (al momento in cui scriviamo si parla di 77789 casi clinicamente confermati e 2666 deceduti http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto. Posto che, nella sua configurazione orientale, l'agente patogeno sembra essere più aggressivo, più contagioso e in grado di prendere di mira la metropoli di Wuhan e l'intera provincia di Hubei con una tale rapidità da essere considerato inizialmente un "virus misterioso" resta di fatto che, alle nostre latitudini, i numeri e lo stesso andamento del contagio non autorizzano a definire tale emergenza medica una epidemia o, peggio, una pandemia.
Ebbene, tornando allo Stato d'Emergenza, cui prima accennavamo, è stato dichiarato il 31 gennaio 2020 senza bisogno del vaglio parlamentare, come previsto dalla Legge, e conferisce all'esecutivo il potere di esautorare gli enti locali. Tale provvedimento, riguardante tutto il territorio nazionale e derivante, da un punto di vista giuridico, dallo Stato di Guerra, è stato applicato recentemente alle aree focolaio del Covid-19 definibili a tutti gli effetti "zone rosse". Ebbene a nostro avviso,  si sta causando il blocco totale e l'azzeramento di tutte le attività produttive, turismo compreso. Ci riferiamo ovviamente ai 10 comuni lombardi del lodigiano, con oltre 50mila residenti nonchè i 3.300 vadensi di Vò Euganeo in provincia di Padova tutti "rientranti nel piano di cinturazione". Questi centri sono stati circondati da un cordone sanitario che prevede 35 varchi presidiati da pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Esercito con tassativo divieto di entrata e uscita dalla "zona rossa". Area ormai interamente desertificata a causa della quarantena con "sorveglianza attiva" imposta a tutti coloro che si sono trovati in contatto con soggetti sicuramente infettati, e messa in ginocchio per la chiusura di scuole, negozi e musei, di attività lavorative private e degli uffici pubblici e la conseguente limitazione di movimento per persone e merci. Inoltre divieto di attività ludiche, sportive e manifestazioni pubbliche. A poco giova la circostanza che si possa accedere all'acquisto di beni di prima necessità previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. In caso di violazione delle disposizioni emanate dalle autorità è prevista una sanzione amministrativa e l'arresto fino a tre mesi.
Tutto questo è servito a far scatenare una psicosi collettiva che ha provocato, per effetto domino anche in tutto il resto del Paese, un vero e proprio assalto ai supermercati  che hanno avuto problemi notevoli per gli approvvigionamenti e alle farmacie che sono rimaste completamente sguarnite di quei dispositivi di protezione individuale che, viceversa, stanno facendo la fortuna di ignobili speculatori che "online" sono in grado di fornire qualunque articolo a prezzi stratosferici. Diremo quasi che è stata inaugurata una nuova stagione del "mercato nero" non più realizzato in una buia e isolata stradina di periferia in qualche momento di crisi, bensì lungo la fibra ottica e percorrendo le misteriose vie di Internet.
E' stata condotta una vera e propria guerra a quelle che sono state definite fake news e che, invece, molte volte non erano e non sono altro che punti di vista differenti, anche molto differenti, dalle correnti di pensiero egemoni e "politically correct" espresse dai media mainstream. Eppure l'informazione ufficiale, quella dei Tg, dei giornali cartacei e online, dei radiogiornali, dei talk show e dei programmi di approfondimento ha rifilato e rifila al pubblico lobotomizzato un'informazione ripetitiva, ossessiva e logorroica a tal punto da farlo terrorizzare; facendo ovviamente attenzione a non far trapelare domande imbarazzanti, interpretazioni alternative nonchè opinioni scientifiche diverse e troppo discordanti dal pensiero unico globale. Quasi come avvenuto in Cina, che notoriamente non è un paese democratico, da cui giungono solo informazioni e segnali univoci e filogovernativi su cui poi, a crisi superata, molto ci sarà da dire sulla gestione di un'emergenza sanitaria che ha trasformato quasi tutto l'intero Paese in un enorme Gulag, per dirla alla russa, oppure in un gigantesco Laogai per dirla alla cinese. Facciamo riferimento ai circa 1422 campi di lavoro forzato, di cui molti occidentali non sono a conoscenza, dove circa 8 milioni di prigionieri da "rieducare" perdono per sempre i diritti civili (https://web.archive.org/web/20070316163112/http://www.laogai.org/news2/book/handbook05-06.pdf) e per la cronaca, visto che dalla cronaca proveniamo come esperienza professionale, dobbiamo aggiungere che molti Laogai si trovano proprio nella provincia di Hubei; infatti, neanche a farlo apposta, proprio in questi ultimi giorni si parla di moltissimi contagiati dal virus proprio nelle "prigioni" disseminate in quella vasta area di oltre 186.000 Km2. 
Comunque qui da noi da un lato il Governo agisce quasi "manu militari" con i suoi provvedimenti restrittivi, polizieschi e con decretazioni d'emergenza dal sapore bellico. Dall'altro l'ineffabile canea mediatica spaventa subdolamente gli ignari abitanti di un Paese che già prima di tutto questo  stava chiudendo i battenti e che ora si sta avviando verso una drammatica recessione economica e dunque verso un blocco sociale di portata storica. Agli increduli italiani del nord non resta che chiudersi ammutoliti in una triste quarantena circondati e sigillati nelle loro città mentre il rimanente Paese resta in attesa che l'inevitabile accada augurandosi, forse ingenuamente, che l'inevitabile non accada. Il fatto è che assistiamo a una vera e propria gazzarra fomentata 24 ore su 24 dai media di regime con migliaia di interviste e migliaia di collegamenti da uffici di politici, da briefing room di amministratori e colletti bianchi, da studi televisivi gremiti di giornalisti, commentatori, opinionisti, tuttologi e influencers. Tutti soggetti che, concentrati solo sull'apparire, segno distintivo della contemporaneità, forse non sono consapevoli del fatto che tutti questi schiamazzi, opportunamente predisposti e dal contenuto quasi sempre negativo, stanno iniettando massicce dosi di paura verso ciò che potrà capitarci o che in parte immaginiamo e conosciamo parzialmente e altrettante massicce dosi di angoscia per un nemico invisibile, il Covid-19, che non sappiamo attraverso chi potrà colpirci nè in quale momento. Appare ovvio che con tutta la grancassa mediatica funzionante a pieno ritmo la gente cominci ad agitarsi visto che riceve messaggi contraddittori. Mentre i decisori e i loro portavoce predicano la calma, la fiducia, il self control, l'osservanza delle regole impartite dalle autorità  e insistono sul fatto che, da un punto di vista sanitario, noi italiani funzioniamo alla grande, si assiste a video e immagini che, ininterrottamente, ci raccontano di paesi deserti, di gente disposta in file interminabili fuori ai supermercati; posti di blocco minacciosi e impenetrabili; medici con tute prese a prestito, nell'mmaginario collettivo, da film ambientati in contesti di Biowerfare e di bioattacchi terroristici; gente sempre più terrorizzata e prostrata dalla impossibilità di trovare mascherine e altri dispositivi di protezione che forse, in alcune circostanze, non servono e non sono nemmeno efficaci. Si tratta di pura dissonanza cognitiva, senza troppo scomodare la psicologia sociale, per cui alle prese con concetti, tesi e consigli che sono in contrasto funzionale fra loro molti rischiano di modificare il proprio comportamento cedendo all'irrazionalità. Uno dei comportamenti più pericolosi è la caccia all'untore indirizzata in primis verso i Cinesi, in secundis verso gli italiani che sono tornati da zone infette anche se non contagiati, in terzis verso italiani e stranieri su cui, per qualche ragione improvvisa e ingiustificata si potrebbe scatenare la delazione, l'accusa o la denuncia. Sembra che qualche episodio del genere si sia già verificato in questi giorni. Ad ogni modo come si può avere fiducia cieca nel sistema sanitario nazionale, in questo tipo di emergenza infettivologica e virologica, quando, al netto dei numerosi e capaci medici che servono con grande professionalità e umanità all'interno delle strutture sanitarie, nel nostro Paese muoiono poco meno di 50mila persone per infezioni prese in ospedale (sepsi) e in particolare nelle Unità di Terapia Intensiva? Su questo tema, che vede l'Italia al primo posto, con un 30 per cento di morti per sepsi nei 28 Paesi della UE, nessuno replica e obietta nulla mentre per lo scarso numero di deceduti e di contagiati per il Coronavirus si rischia di mettere a ferro e fuoco il Paese. Una delle poche note di speranza giungono dalla virologa responsabile del laboratorio dell'Ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo che ha affermato con grande pacatezza: "A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri!" e aggiunge "questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico". Ovviamente il virologo Roberto Burioni, molto attento nell'apparire sempre e comunque sui social media, non poteva non intervenire contraddicendo quanto riferito dalla sua collega Gismondo definendola "Signora del Sacco" e spargendo ancora un pò più di angoscia e paura semmai ce ne fosse ancora bisogno.
A chi pensa che sia stata una buona idea bloccare tempestivamente tutti i voli da e per la Cina ricordiamo che una grande quantità di cinesi che si erano recati nella Terra del Dragone in occasione dell'importante festività del Capodanno cinese è potuta rientrare attraverso triangolazioni aeree. Molti pare che debbano ancora rientrare e sono circa un migliaio.

 
Allarme giornalistico Tratto da ningizhzidda.blogspot.com



"Ogni potere ha bisogno di spaventare la sua
      popolazione, e un modo per farlo consiste
              nel coprire di mistero la sua attività"
                                                   (Noam Chomsky)

domenica 23 febbraio 2020

SINDROME GLOBALE: 

dalla strategica metropoli cinese di Wuhan alla importante area produttiva italiana di Codogno, la breve e veloce marcia del Covid-19 (nuovo nome del Sars-CoV-2). E l'incubo per l'Italia diventa realtà, da un momento all'altro, con 10 paesi isolati e oltre 50mila persone in quarantena forzata. Non solo, ma dagli aggiornamenti che ci pervengono, non finirà qui.

di Antonio Tortora


Per i sotenitori della globalizzazione commerciale, produttiva e finanziaria, per gli entusiasti dei fenomeni migratori e dell'accorciamento delle distanze nonchè per i propugnatori del villaggio globale, dove tutto si muove in fretta ma superficialmente, potrebbe rappresentare un colpo durissimo lo stato di crisi sanitaria mondiale e dunque ancora una volta drammaticamente "globale" che si è venuto a creare. E ciò per tutta una serie di concause che gli storici dovranno esaminare una volta passata la bufera. C'è un filmato, Wuhan: La lunga notte, che desideriamo sottoporre al lettore che avrà la pazienza di dedicare qualche minuto al lento scorrere di immagini spettrali che mai ci si sarebbe potuto aspettare dal più popoloso Paese asiatico ovvero dalla Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di poco meno di 5 minuti girati in una Wuhan sinistramente semideserta che PandoraTV, la piattaforma di informazione indipendente coordinata dal giornalista Giulietto Chiesa, ha proposto un paio di giorni fa. Molto eloquente è la didascalia del video: "Il futuro prossimo della società globale":


                                                                        Tratto da Pandora TV







                                                               
Dopo un'attenta osservazione il filmato che abbiamo riproposto potrà apparire tutto tranne che una fake news; purtroppo aggiungiamo noi, e non facciamo altro che ripercorre con la memoria le classiche ambientazioni apocalittiche dei film di fantascienza distopici nonchè gli austeri scenari riproposti da romanzieri del passato con un piede, e forse tutti e due, nel futuro. Quello che davvero trionfa, in questi malinconici giorni, è la globalizzazione psicologica e dunque la diffusione su scala mondiale di uno stato d'animo di paura polarizzato e riguardante le epidemie; ovvero quelle malattie contagiose che periodicamente riemergono dalle ombre del passato e colpiscono inesorabilmente con le loro armi invisibili, virus e batteri patogeni, entrambi in grado di replicarsi all'infinito. Infatti non andrebbe mai dimenticato che dalle pestilenze medievali della metà del '300 all' influenza virale cosiddetta "Spagnola" del 1918 il mondo intero è uscito rimodulato nella sua essenza e la storia dei popoli è stata più volte riscritta. 
La stessa paura globalizzata riemerge, più volte, anche in presenza di atti di terrorismo eppure questa appare, talvolta, frutto di una accorta strategia in un'epoca in cui non si fanno più guerre mondiali; non perchè l'uomo sia diventato più pacifico bensì perchè come sostenne Friedrich Engels nel suo "Schizzo d'una critica dell'economia politica"nel 1844: " Voi diminuite le guerre perchè la pace è più lucrosa e massimizza l'inimicizia fra i singoli individui con l'infame guerra della concorrenza!" Nei due righi precedenti aveva ulteriormente chiarito il suo pensiero scivendo: "Avete incivilito i posti più remoti per aver nuovi spazi ove stender la vostra spregevole avidità; avete affratellato i popoli in una fratellanza di ladri" il tutto ben 176 anni fa. Ce l'aveva ovviamente con i mercanti e con l'avidità insita nei commerci laddove arrivò a definire l'economia politica "scienza dell'arricchimento". Infine, e non andiamo oltre nel citare il grande filosofo ed economista, chiarì con logica stringente e  un materialismo dialettico di rara chiarezza che "il commercio è una frode legale" basata sulla liceità del "giovarsi al massimo dell'ignoranza e della fiducia della controparte e vantare pregi che la propria merce non ha". Ebbene vogliamo sottolineare che circa due secoli fa qualcuno. lo Engels, aveva ancora la capacità di pensare profondamente e di riflettere su ciò che è l'uomo e su cosa rappresentano le sue azioni; oggi, nell'epoca del politically correct e della censura diffusa proprio in quel territorio informatico e telematico dove la globalizzazione avrebbe, ipocritamente, vagheggiato il potenziamento dei flussi dell'informazione, è quasi impossibile. Forse è proprio vero che piuttosto che esprimere opinioni a vanvera dovremmo tutti riprendere i libri in mano e rimetterci a studiare in quanto tutto ciò che doveva essere detto in termini di critica all'uomo in preda al suo delirio di onnipotenza veniva detto con quella autorevolezza che nella contemporaneità non possiamo far altro che sognare.
Ecco cosa c'entrano i passaggi precedenti con la globalizzazione che è, nulla di più e nulla di meno, di una vera e propria guerra condotta con altri mezzi per parafrasare la famosa "Vom Kriege" ovvero "Sulla Guerra" di Karl von Clausewitz. Fa infatti riflettere che la Cina, in questi ultimi decenni, abbia compiuto un salto qualitativo impensabile per qualunque altro Paese del mondo e da Paese "copiatore" di beni e merci è stata capace di resuscitare dall'oblio della storia quel Celeste Impero che è entrato in competizione, sotto tutti i punti di vista, con gli Stati Uniti; nonchè abbia potuto conquistare una assoluta leadership nel commercio europeo. E non si tratta di pura fantasia in quanto la famosa Nuova Via della Seta "One belt, one road" è in corso di realizzazione sia lungo un percorso terrestre capace di collegare il Paese del Dragone con la Spagna attraversando tutta l'Asia Centrale, sia lungo una via marittima che arriverebbe fino al Mar Mediterraneo attraversando il Canale di Suez dopo aver cabotato presso le coste dell'Asia Orientale. Ciò in barba alla talassocrazia americana che controlla tutto ciò che naviga e che si muove sui mari dell'intero pianeta con i suoi dodici Gruppi da Battaglia di Portaerei . L'insieme di tali elementi ha provocato un forte risentimento statunitense che si è concretizzato con la guerra dei dazi più volte riproposta, le minacce di nuove guerre commerciali e infine con tensioni geopolitiche legate anche alla incrollabile volontà del leader della Repubblica Popolare Cinese di far risorgere il Celeste Impero. Va ricordato come Xi Jinping sia stato capace, negli ultimissimi anni, di richiamare e far rientrare in Cina centinaia di migliaia di "cervelli", soprattutto, ma non solo, dagli Stati Uniti. "Cervelli"che decenni prima avevano abbandonato il suolo cinese per cercare fortuna in altri Paesi; ebbene quelli che sono rientrati hanno avuto, tutti, posti di rilievo nelle università e possibilità di fare ricerche all'avanguardia. Noi italiani, con tutti i brillanti cervelli che sono stati e sono ancora costretti a scappare da questo Paese in declino, dovremmo comportarci alla stessa maniera e invece i governi che si sono avvicendati se ne sono allegramente disinteressati.
Appare dunque curioso, estremamente curioso, che improvvisamente un'epidemia dilaghi spontanea irradiandosi dal cuore produttivo della Cina e si trasformi velocemente in pandemia colpendo pesantemente anche la Repubblica Islamica teocratica dell'Iran, ovvero ciò che rimane dell'antico Impero Persiano, che da moltissimo tempo tiene testa a diktat, embarghi e sanzioni imposti, con protervia, dagli Stati Uniti. Tutti provvedimenti ritenuti ingiusti dalla stessa Corte di giustizia Internazionale sin dal 2018. 
Per la Russia, altro Paese antagonista degli Stati Uniti sin da molto prima della Guerra Fredda, il discorso è ben diverso in quanto il Paese transcontinentale ha blindato le frontiere sigillando tutti i quasi 4.500 chilometri confinanti con la Cina e le altre migliaia di chilometri di frontiere confinanti con Mongolia e Corea del Nord. 
A ogni modo qualche quesito dovremmo pur porcelo visto che il progresso scientifico e tecnologico non è stato affiancato da un progresso etico e spirituale per cui ci piace ricordare, così come provocazione, che in Georgia, a Tbilisi; ovvero ai confini al nord - est con la Russia, c' è un laboratorio segreto del Pentagono che sviluppa armi biologiche e armi entomologiche. Qui strani movimenti di sangue umano congelato e agenti patogeni sono stati più volte registrati sebbene avvenuti sotto copertura diplomatica. Chi pensa che sia una tesi complottista si vada a leggere i reportages della coraggiosa giornalista bulgara Dilvana Gaytandzhieva http://dilyana.bg/us-diplomats-involved-in-trafficking-of-human-blood-and-pathogens-for-secret-military-program/. che sta rischiando la sua stessa vita documentando dettagliatamente qualcosa che i media mainstream si guardano bene dal riferire al pubblico ormai sempre più manipolato, inconsapevole e intrattenuto piuttosto che informato.

 
Tratto da http://dilyana.bg/the-pentagon-bio-weapons/

Sono ben 25 i laboratori del Pentagono sparsi in giro per il mondo e che si occupano solo di Guerra Biologica ed Entomologica con livelli di preparazione tali da progettare, realizzare, testare ed infine usare, in assoluta segretezza, droni che rilasciano zanzare tossiche modificate geneticamente e agenti patogeni di ogni genere e grado di letalità. Per tacere, almeno per ora, delle armi chimiche, radiologiche e nucleari definibili anche giuridicamente "armi di distruzione di massa" tanto care ai teorici della guerra asimmetrica, della guerra non convenzionale e dunque della guerra senza regole. Appare superfluo aggiungere che di laboratori specializzati ne esistano a centinaia e quasi in tutti i Paesi del mondo. E siccome sono molti i Paesi che si stanno cimentando in questo nuovo campo dell'arte bellica non vediamo per quale ragione tutto ciò che sta accadendo non potrebbe essere stato provocato da qualcuno che "signo dato"ha agito, con il grave rischio che certe armi di distruzione di massa, molto sofisticate, a basso costo e che per di più non lasciano una canna fumante, possano sfuggire al controllo dello stesso soggetto che le ha attivate. Con la tecnologia avanzata che ha portato alla manipolazione genetica e il concetto dogmatico di una necessaria globalizzazione di tutto e soprattutto del controllo sull'uomo non si scherza; l'una e l'altro si supportano vicendevolmente escludendo, prima o poi, presto o tardi, lo stesso uomo in un tempo in cui si presenterà il postumanesimo in tutta la sua edivenza e L'Intelligenza Artificiale in tutta la sua potenza. Torneremo su questo punto.



"With the loss of trust and faith comes disorder. When you've been lied to, you've been betrayed. Betrayal has consequences" ovvero "Con la perdita di fiducia e fede arriva il disordine. Quando ti hanno mentito, sei stato tradito. Il tradimento ha conseguenze".
 "The pandemic isn't ending, it's just the beginning of global disorder & depression" ovvero "La pandemia non sta finendo, è solo l'inizio del disordine globale e della depressione".
http://charleshughsmith.blogspot.com/2020/02/the-pandemic-isnt-ending-its-just.html 

Ci auguriamo che Charles Hugh Smith si sbagli.