martedì 25 febbraio 2020

SINDROME PARANOIDE:

Un Governo paranoide, autoritario e visibilmente in difficoltà, fiancheggiato da media catastrofisti ha causato il drammatico blocco di un intero Paese e il suo isolamento internazionale per sole 11 vittime, tutti anziani e con gravissime patologie pregresse, e soltanto 322 contagiati. Ci chiediamo molto allarmati: Cui prodest? 
di Antonio Tortora



                                                                                         "Mentre giaci qui russando,
                                                                                         La congiura ad occhi aperti ne approfitta"
                                                                                                              (William Shakespeare: La Tempesta)
 
Militari in Piazza Duomo a Milano Tratto da Dagospia

Psicosi collettiva e scaffali vuoti Tratto da Dagospia
Subito dopo un efficace "lead" abbiamo deciso di posizionare due foto - simbolo di questa catastrofe che si sta abbattendo con assoluta virulenza sul nostro già asfittico Paese; e non ci riferiamo al Covid-19 (già conosciutto come Coronavirus di Wuhan) bensì ai provvedimenti presi dal Governo vale a dire alla Dichiarazione dello Stato di Emergenza del 31 gennaio 2020. Ma prima di entrare nel merito desideriamo chiederci per quale ragione si sia dovuto ricorrere a misure così draconiane per un numero davvero ridotto di casi di morte pari a 11, tutti anziani e con gravissime patologie pregresse per cui non è possibile nemmeno determinare la precisa causa della morte; nonchè per un numero altrettanto scarso di contagiati pari a 322. Almeno ad oggi, cioè al 25 febbraio 2020. (http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5351&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto Di contro, stando ai numeri sull'influenza riferiti all'Agenzia Giornalistica Italia dal virologo dell' Università La Statale di Milano Fabrizio Pregliasco, "sono circa 300 - 400 i morti ogni anno con circa 200 morti per polmonite virale primaria cui vanno aggiunti tra le 4mila e le 10mila morti indirette dovute a complicanze polmonari"; dunque nel caso dell'influenza "normale", nonostante i numeri imponenti e di certo epidemici, nessuno si allarma e le stesse autorità sanitarie non mostrano segni di inquietudine oltrechè, molto giustamente, a dare opportuni consigli medici su come fronteggiare e curare le influenze stagionali. Appare utile ricordare che in tutto il mondo, ogni anno, il virus dell' influenza colpisce tra il 5 e il 15% della popolazione adulta, per cui parliamo di un numero che varia tra i 350 milioni e un miliardo di persone. Non solo ma, stando a ciò che si legge in un paper del Portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica "Epicentro", si registrano complicanze che provocano il decesso in circa il 10% dei casi tra i 3 e i 5 milioni di casi accertati di influenza. Queste riteniamo che siano cifre da vera e propria pandemia.
Premesso che in Cina l'epidemia di Covid-19 si è diffusa e continua a propagarsi in maniera molto diversa e veloce da come avviene nel nostro Paese e nel resto d'Europa, con un numero straordinariamente superiore di contagiati e morti (al momento in cui scriviamo si parla di 77789 casi clinicamente confermati e 2666 deceduti http://www.salute.gov.it/portale/nuovocoronavirus/dettaglioContenutiNuovoCoronavirus.jsp?lingua=italiano&id=5338&area=nuovoCoronavirus&menu=vuoto. Posto che, nella sua configurazione orientale, l'agente patogeno sembra essere più aggressivo, più contagioso e in grado di prendere di mira la metropoli di Wuhan e l'intera provincia di Hubei con una tale rapidità da essere considerato inizialmente un "virus misterioso" resta di fatto che, alle nostre latitudini, i numeri e lo stesso andamento del contagio non autorizzano a definire tale emergenza medica una epidemia o, peggio, una pandemia.
Ebbene, tornando allo Stato d'Emergenza, cui prima accennavamo, è stato dichiarato il 31 gennaio 2020 senza bisogno del vaglio parlamentare, come previsto dalla Legge, e conferisce all'esecutivo il potere di esautorare gli enti locali. Tale provvedimento, riguardante tutto il territorio nazionale e derivante, da un punto di vista giuridico, dallo Stato di Guerra, è stato applicato recentemente alle aree focolaio del Covid-19 definibili a tutti gli effetti "zone rosse". Ebbene a nostro avviso,  si sta causando il blocco totale e l'azzeramento di tutte le attività produttive, turismo compreso. Ci riferiamo ovviamente ai 10 comuni lombardi del lodigiano, con oltre 50mila residenti nonchè i 3.300 vadensi di Vò Euganeo in provincia di Padova tutti "rientranti nel piano di cinturazione". Questi centri sono stati circondati da un cordone sanitario che prevede 35 varchi presidiati da pattuglie di Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Esercito con tassativo divieto di entrata e uscita dalla "zona rossa". Area ormai interamente desertificata a causa della quarantena con "sorveglianza attiva" imposta a tutti coloro che si sono trovati in contatto con soggetti sicuramente infettati, e messa in ginocchio per la chiusura di scuole, negozi e musei, di attività lavorative private e degli uffici pubblici e la conseguente limitazione di movimento per persone e merci. Inoltre divieto di attività ludiche, sportive e manifestazioni pubbliche. A poco giova la circostanza che si possa accedere all'acquisto di beni di prima necessità previo utilizzo di dispositivi di protezione individuale. In caso di violazione delle disposizioni emanate dalle autorità è prevista una sanzione amministrativa e l'arresto fino a tre mesi.
Tutto questo è servito a far scatenare una psicosi collettiva che ha provocato, per effetto domino anche in tutto il resto del Paese, un vero e proprio assalto ai supermercati  che hanno avuto problemi notevoli per gli approvvigionamenti e alle farmacie che sono rimaste completamente sguarnite di quei dispositivi di protezione individuale che, viceversa, stanno facendo la fortuna di ignobili speculatori che "online" sono in grado di fornire qualunque articolo a prezzi stratosferici. Diremo quasi che è stata inaugurata una nuova stagione del "mercato nero" non più realizzato in una buia e isolata stradina di periferia in qualche momento di crisi, bensì lungo la fibra ottica e percorrendo le misteriose vie di Internet.
E' stata condotta una vera e propria guerra a quelle che sono state definite fake news e che, invece, molte volte non erano e non sono altro che punti di vista differenti, anche molto differenti, dalle correnti di pensiero egemoni e "politically correct" espresse dai media mainstream. Eppure l'informazione ufficiale, quella dei Tg, dei giornali cartacei e online, dei radiogiornali, dei talk show e dei programmi di approfondimento ha rifilato e rifila al pubblico lobotomizzato un'informazione ripetitiva, ossessiva e logorroica a tal punto da farlo terrorizzare; facendo ovviamente attenzione a non far trapelare domande imbarazzanti, interpretazioni alternative nonchè opinioni scientifiche diverse e troppo discordanti dal pensiero unico globale. Quasi come avvenuto in Cina, che notoriamente non è un paese democratico, da cui giungono solo informazioni e segnali univoci e filogovernativi su cui poi, a crisi superata, molto ci sarà da dire sulla gestione di un'emergenza sanitaria che ha trasformato quasi tutto l'intero Paese in un enorme Gulag, per dirla alla russa, oppure in un gigantesco Laogai per dirla alla cinese. Facciamo riferimento ai circa 1422 campi di lavoro forzato, di cui molti occidentali non sono a conoscenza, dove circa 8 milioni di prigionieri da "rieducare" perdono per sempre i diritti civili (https://web.archive.org/web/20070316163112/http://www.laogai.org/news2/book/handbook05-06.pdf) e per la cronaca, visto che dalla cronaca proveniamo come esperienza professionale, dobbiamo aggiungere che molti Laogai si trovano proprio nella provincia di Hubei; infatti, neanche a farlo apposta, proprio in questi ultimi giorni si parla di moltissimi contagiati dal virus proprio nelle "prigioni" disseminate in quella vasta area di oltre 186.000 Km2. 
Comunque qui da noi da un lato il Governo agisce quasi "manu militari" con i suoi provvedimenti restrittivi, polizieschi e con decretazioni d'emergenza dal sapore bellico. Dall'altro l'ineffabile canea mediatica spaventa subdolamente gli ignari abitanti di un Paese che già prima di tutto questo  stava chiudendo i battenti e che ora si sta avviando verso una drammatica recessione economica e dunque verso un blocco sociale di portata storica. Agli increduli italiani del nord non resta che chiudersi ammutoliti in una triste quarantena circondati e sigillati nelle loro città mentre il rimanente Paese resta in attesa che l'inevitabile accada augurandosi, forse ingenuamente, che l'inevitabile non accada. Il fatto è che assistiamo a una vera e propria gazzarra fomentata 24 ore su 24 dai media di regime con migliaia di interviste e migliaia di collegamenti da uffici di politici, da briefing room di amministratori e colletti bianchi, da studi televisivi gremiti di giornalisti, commentatori, opinionisti, tuttologi e influencers. Tutti soggetti che, concentrati solo sull'apparire, segno distintivo della contemporaneità, forse non sono consapevoli del fatto che tutti questi schiamazzi, opportunamente predisposti e dal contenuto quasi sempre negativo, stanno iniettando massicce dosi di paura verso ciò che potrà capitarci o che in parte immaginiamo e conosciamo parzialmente e altrettante massicce dosi di angoscia per un nemico invisibile, il Covid-19, che non sappiamo attraverso chi potrà colpirci nè in quale momento. Appare ovvio che con tutta la grancassa mediatica funzionante a pieno ritmo la gente cominci ad agitarsi visto che riceve messaggi contraddittori. Mentre i decisori e i loro portavoce predicano la calma, la fiducia, il self control, l'osservanza delle regole impartite dalle autorità  e insistono sul fatto che, da un punto di vista sanitario, noi italiani funzioniamo alla grande, si assiste a video e immagini che, ininterrottamente, ci raccontano di paesi deserti, di gente disposta in file interminabili fuori ai supermercati; posti di blocco minacciosi e impenetrabili; medici con tute prese a prestito, nell'mmaginario collettivo, da film ambientati in contesti di Biowerfare e di bioattacchi terroristici; gente sempre più terrorizzata e prostrata dalla impossibilità di trovare mascherine e altri dispositivi di protezione che forse, in alcune circostanze, non servono e non sono nemmeno efficaci. Si tratta di pura dissonanza cognitiva, senza troppo scomodare la psicologia sociale, per cui alle prese con concetti, tesi e consigli che sono in contrasto funzionale fra loro molti rischiano di modificare il proprio comportamento cedendo all'irrazionalità. Uno dei comportamenti più pericolosi è la caccia all'untore indirizzata in primis verso i Cinesi, in secundis verso gli italiani che sono tornati da zone infette anche se non contagiati, in terzis verso italiani e stranieri su cui, per qualche ragione improvvisa e ingiustificata si potrebbe scatenare la delazione, l'accusa o la denuncia. Sembra che qualche episodio del genere si sia già verificato in questi giorni. Ad ogni modo come si può avere fiducia cieca nel sistema sanitario nazionale, in questo tipo di emergenza infettivologica e virologica, quando, al netto dei numerosi e capaci medici che servono con grande professionalità e umanità all'interno delle strutture sanitarie, nel nostro Paese muoiono poco meno di 50mila persone per infezioni prese in ospedale (sepsi) e in particolare nelle Unità di Terapia Intensiva? Su questo tema, che vede l'Italia al primo posto, con un 30 per cento di morti per sepsi nei 28 Paesi della UE, nessuno replica e obietta nulla mentre per lo scarso numero di deceduti e di contagiati per il Coronavirus si rischia di mettere a ferro e fuoco il Paese. Una delle poche note di speranza giungono dalla virologa responsabile del laboratorio dell'Ospedale Sacco di Milano Maria Rita Gismondo che ha affermato con grande pacatezza: "A me sembra una follia. Si è scambiata un'infezione appena più seria di un'influenza per una pandemia letale. Non è così. Guardate i numeri!" e aggiunge "questa follia farà molto male, soprattutto dal punto di vista economico". Ovviamente il virologo Roberto Burioni, molto attento nell'apparire sempre e comunque sui social media, non poteva non intervenire contraddicendo quanto riferito dalla sua collega Gismondo definendola "Signora del Sacco" e spargendo ancora un pò più di angoscia e paura semmai ce ne fosse ancora bisogno.
A chi pensa che sia stata una buona idea bloccare tempestivamente tutti i voli da e per la Cina ricordiamo che una grande quantità di cinesi che si erano recati nella Terra del Dragone in occasione dell'importante festività del Capodanno cinese è potuta rientrare attraverso triangolazioni aeree. Molti pare che debbano ancora rientrare e sono circa un migliaio.

 
Allarme giornalistico Tratto da ningizhzidda.blogspot.com



"Ogni potere ha bisogno di spaventare la sua
      popolazione, e un modo per farlo consiste
              nel coprire di mistero la sua attività"
                                                   (Noam Chomsky)
 

domenica 23 febbraio 2020

SINDROME GLOBALE: 

dalla strategica metropoli cinese di Wuhan alla importante area produttiva italiana di Codogno, la breve e veloce marcia del Covid-19 (nuovo nome del Sars-CoV-2). E l'incubo per l'Italia diventa realtà, da un momento all'altro, con 10 paesi isolati e oltre 50mila persone in quarantena forzata. Non solo, ma dagli aggiornamenti che ci pervengono, non finirà qui.

di Antonio Tortora


Per i sotenitori della globalizzazione commerciale, produttiva e finanziaria, per gli entusiasti dei fenomeni migratori e dell'accorciamento delle distanze nonchè per i propugnatori del villaggio globale, dove tutto si muove in fretta ma superficialmente, potrebbe rappresentare un colpo durissimo lo stato di crisi sanitaria mondiale e dunque ancora una volta drammaticamente "globale" che si è venuto a creare. E ciò per tutta una serie di concause che gli storici dovranno esaminare una volta passata la bufera. C'è un filmato, Wuhan: La lunga notte, che desideriamo sottoporre al lettore che avrà la pazienza di dedicare qualche minuto al lento scorrere di immagini spettrali che mai ci si sarebbe potuto aspettare dal più popoloso Paese asiatico ovvero dalla Repubblica Popolare Cinese. Si tratta di poco meno di 5 minuti girati in una Wuhan sinistramente semideserta che PandoraTV, la piattaforma di informazione indipendente coordinata dal giornalista Giulietto Chiesa, ha proposto un paio di giorni fa. Molto eloquente è la didascalia del video: "Il futuro prossimo della società globale":


                                                                        Tratto da Pandora TV







                                                               
Dopo un'attenta osservazione il filmato che abbiamo riproposto potrà apparire tutto tranne che una fake news; purtroppo aggiungiamo noi, e non facciamo altro che ripercorre con la memoria le classiche ambientazioni apocalittiche dei film di fantascienza distopici nonchè gli austeri scenari riproposti da romanzieri del passato con un piede, e forse tutti e due, nel futuro. Quello che davvero trionfa, in questi malinconici giorni, è la globalizzazione psicologica e dunque la diffusione su scala mondiale di uno stato d'animo di paura polarizzato e riguardante le epidemie; ovvero quelle malattie contagiose che periodicamente riemergono dalle ombre del passato e colpiscono inesorabilmente con le loro armi invisibili, virus e batteri patogeni, entrambi in grado di replicarsi all'infinito. Infatti non andrebbe mai dimenticato che dalle pestilenze medievali della metà del '300 all' influenza virale cosiddetta "Spagnola" del 1918 il mondo intero è uscito rimodulato nella sua essenza e la storia dei popoli è stata più volte riscritta. 
La stessa paura globalizzata riemerge, più volte, anche in presenza di atti di terrorismo eppure questa appare, talvolta, frutto di una accorta strategia in un'epoca in cui non si fanno più guerre mondiali; non perchè l'uomo sia diventato più pacifico bensì perchè come sostenne Friedrich Engels nel suo "Schizzo d'una critica dell'economia politica"nel 1844: " Voi diminuite le guerre perchè la pace è più lucrosa e massimizza l'inimicizia fra i singoli individui con l'infame guerra della concorrenza!" Nei due righi precedenti aveva ulteriormente chiarito il suo pensiero scivendo: "Avete incivilito i posti più remoti per aver nuovi spazi ove stender la vostra spregevole avidità; avete affratellato i popoli in una fratellanza di ladri" il tutto ben 176 anni fa. Ce l'aveva ovviamente con i mercanti e con l'avidità insita nei commerci laddove arrivò a definire l'economia politica "scienza dell'arricchimento". Infine, e non andiamo oltre nel citare il grande filosofo ed economista, chiarì con logica stringente e  un materialismo dialettico di rara chiarezza che "il commercio è una frode legale" basata sulla liceità del "giovarsi al massimo dell'ignoranza e della fiducia della controparte e vantare pregi che la propria merce non ha". Ebbene vogliamo sottolineare che circa due secoli fa qualcuno. lo Engels, aveva ancora la capacità di pensare profondamente e di riflettere su ciò che è l'uomo e su cosa rappresentano le sue azioni; oggi, nell'epoca del politically correct e della censura diffusa proprio in quel territorio informatico e telematico dove la globalizzazione avrebbe, ipocritamente, vagheggiato il potenziamento dei flussi dell'informazione, è quasi impossibile. Forse è proprio vero che piuttosto che esprimere opinioni a vanvera dovremmo tutti riprendere i libri in mano e rimetterci a studiare in quanto tutto ciò che doveva essere detto in termini di critica all'uomo in preda al suo delirio di onnipotenza veniva detto con quella autorevolezza che nella contemporaneità non possiamo far altro che sognare.
Ecco cosa c'entrano i passaggi precedenti con la globalizzazione che è, nulla di più e nulla di meno, di una vera e propria guerra condotta con altri mezzi per parafrasare la famosa "Vom Kriege" ovvero "Sulla Guerra" di Karl von Clausewitz. Fa infatti riflettere che la Cina, in questi ultimi decenni, abbia compiuto un salto qualitativo impensabile per qualunque altro Paese del mondo e da Paese "copiatore" di beni e merci è stata capace di resuscitare dall'oblio della storia quel Celeste Impero che è entrato in competizione, sotto tutti i punti di vista, con gli Stati Uniti; nonchè abbia potuto conquistare una assoluta leadership nel commercio europeo. E non si tratta di pura fantasia in quanto la famosa Nuova Via della Seta "One belt, one road" è in corso di realizzazione sia lungo un percorso terrestre capace di collegare il Paese del Dragone con la Spagna attraversando tutta l'Asia Centrale, sia lungo una via marittima che arriverebbe fino al Mar Mediterraneo attraversando il Canale di Suez dopo aver cabotato presso le coste dell'Asia Orientale. Ciò in barba alla talassocrazia americana che controlla tutto ciò che naviga e che si muove sui mari dell'intero pianeta con i suoi dodici Gruppi da Battaglia di Portaerei . L'insieme di tali elementi ha provocato un forte risentimento statunitense che si è concretizzato con la guerra dei dazi più volte riproposta, le minacce di nuove guerre commerciali e infine con tensioni geopolitiche legate anche alla incrollabile volontà del leader della Repubblica Popolare Cinese di far risorgere il Celeste Impero. Va ricordato come Xi Jinping sia stato capace, negli ultimissimi anni, di richiamare e far rientrare in Cina centinaia di migliaia di "cervelli", soprattutto, ma non solo, dagli Stati Uniti. "Cervelli"che decenni prima avevano abbandonato il suolo cinese per cercare fortuna in altri Paesi; ebbene quelli che sono rientrati hanno avuto, tutti, posti di rilievo nelle università e possibilità di fare ricerche all'avanguardia. Noi italiani, con tutti i brillanti cervelli che sono stati e sono ancora costretti a scappare da questo Paese in declino, dovremmo comportarci alla stessa maniera e invece i governi che si sono avvicendati se ne sono allegramente disinteressati.
Appare dunque curioso, estremamente curioso, che improvvisamente un'epidemia dilaghi spontanea irradiandosi dal cuore produttivo della Cina e si trasformi velocemente in pandemia colpendo pesantemente anche la Repubblica Islamica teocratica dell'Iran, ovvero ciò che rimane dell'antico Impero Persiano, che da moltissimo tempo tiene testa a diktat, embarghi e sanzioni imposti, con protervia, dagli Stati Uniti. Tutti provvedimenti ritenuti ingiusti dalla stessa Corte di giustizia Internazionale sin dal 2018. 
Per la Russia, altro Paese antagonista degli Stati Uniti sin da molto prima della Guerra Fredda, il discorso è ben diverso in quanto il Paese transcontinentale ha blindato le frontiere sigillando tutti i quasi 4.500 chilometri confinanti con la Cina e le altre migliaia di chilometri di frontiere confinanti con Mongolia e Corea del Nord. 
A ogni modo qualche quesito dovremmo pur porcelo visto che il progresso scientifico e tecnologico non è stato affiancato da un progresso etico e spirituale per cui ci piace ricordare, così come provocazione, che in Georgia, a Tbilisi; ovvero ai confini al nord - est con la Russia, c' è un laboratorio segreto del Pentagono che sviluppa armi biologiche e armi entomologiche. Qui strani movimenti di sangue umano congelato e agenti patogeni sono stati più volte registrati sebbene avvenuti sotto copertura diplomatica. Chi pensa che sia una tesi complottista si vada a leggere i reportages della coraggiosa giornalista bulgara Dilvana Gaytandzhieva http://dilyana.bg/us-diplomats-involved-in-trafficking-of-human-blood-and-pathogens-for-secret-military-program/. che sta rischiando la sua stessa vita documentando dettagliatamente qualcosa che i media mainstream si guardano bene dal riferire al pubblico ormai sempre più manipolato, inconsapevole e intrattenuto piuttosto che informato.

 
 
 
Tratto da http://dilyana.bg/the-pentagon-bio-weapons/

Sono ben 25 i laboratori del Pentagono sparsi in giro per il mondo e che si occupano solo di Guerra Biologica ed Entomologica con livelli di preparazione tali da progettare, realizzare, testare ed infine usare, in assoluta segretezza, droni che rilasciano zanzare tossiche modificate geneticamente e agenti patogeni di ogni genere e grado di letalità. Per tacere, almeno per ora, delle armi chimiche, radiologiche e nucleari definibili anche giuridicamente "armi di distruzione di massa" tanto care ai teorici della guerra asimmetrica, della guerra non convenzionale e dunque della guerra senza regole. Appare superfluo aggiungere che di laboratori specializzati ne esistano a centinaia e quasi in tutti i Paesi del mondo. E siccome sono molti i Paesi che si stanno cimentando in questo nuovo campo dell'arte bellica non vediamo per quale ragione tutto ciò che sta accadendo non potrebbe essere stato provocato da qualcuno che "signo dato"ha agito, con il grave rischio che certe armi di distruzione di massa, molto sofisticate, a basso costo e che per di più non lasciano una canna fumante, possano sfuggire al controllo dello stesso soggetto che le ha attivate. Con la tecnologia avanzata che ha portato alla manipolazione genetica e il concetto dogmatico di una necessaria globalizzazione di tutto e soprattutto del controllo sull'uomo non si scherza; l'una e l'altro si supportano vicendevolmente escludendo, prima o poi, presto o tardi, lo stesso uomo in un tempo in cui si presenterà il postumanesimo in tutta la sua edivenza e L'Intelligenza Artificiale in tutta la sua potenza. Torneremo su questo punto.



"With the loss of trust and faith comes disorder. When you've been lied to, you've been betrayed. Betrayal has consequences" ovvero "Con la perdita di fiducia e fede arriva il disordine. Quando ti hanno mentito, sei stato tradito. Il tradimento ha conseguenze".
 "The pandemic isn't ending, it's just the beginning of global disorder & depression" ovvero "La pandemia non sta finendo, è solo l'inizio del disordine globale e della depressione".
http://charleshughsmith.blogspot.com/2020/02/the-pandemic-isnt-ending-its-just.html 

Ci auguriamo che Charles Hugh Smith si sbagli.


 




 

lunedì 17 febbraio 2020

SINDROME CINESE

Una nuova minaccia invisibile si aggira per il mondo e la paura detta le sue drammatiche regole tra messaggi contraddittori, ambiguità e reticenze; il suo nuovo nome è COVID 19 ed è conosciuto sin dall'inizio con il nome di CORONAVIRUS di WUHAN ed è classificato, in infettivologia, con l'acronimo SARS-CoV ovvero "Severe acute respiratory syndrome-coronavirus".

 di Antonio Tortora 
Immagine tratta da /www.focus.it/scienza/salute/covid-19


Immagine tratta da:"Wuhan-Coronavirus-inset da foreignpolicycom"


Al di là delle vicende cinesi e internazionali, ma è più giusto definirle globali, legate alla manifestazione della malattia battezzata dall' O.M.S. "Covid-19" causata dal virus SARS CoV-2 ovvero "Sindrome respiratoria acuta grave coronavirus 2", appare opportuno fare qualche qualche doverosa riflessione. Ma ciò dopo aver fornito i dati aggiornati al 18 febbraio 2020, riportati sul dashboard del Center for Systems Science and Engineering (CSSE) della Johns Hopkins University (https://gisanddata.maps.arcgis.com/apps/opsdashboard/index.html#) che segnala 73.335 casi registrati nel mondo di cui 72.438 in Cina, 1.873 morti nel mondo di cui 1.789 in Cina e 12.887 casi guariti nel mondo di cui 7.902 in Cina. Su questo virus che, sin dall'inizio, è stato definito misterioso e che ha dato origine all'epidemia di emergenza sanitaria globale, non ancora definibile come pandemia, si è detto e scritto tutto e il contrario di tutto. Tuttavia c'è da dire che gli strani ritardi e le reticenze che hanno caratterizzato il comportamento del governo cinese in questi ultimi mesi hanno generato non poche critiche e perplessità tra gli osservatori, i media degli altri paesi e perfino nella stessa popolosa nazione asiatica; e ciò nonostante la famigerata censura preventiva e repressiva messa a punto dal governo militare e comunista del Principe Rosso, in quanto appartenente al gruppo dei "Taizi", Xi Jinping. Al momento risultano in quarantena 18 città per un totale di circa 56 milioni di persone e si tratta solo di cifre approssimative che però fanno riflettere in quanto, a memoria d'uomo, non era mai stata registrata una quarantena tanto importante per numero di persone e complessità organizzativa con un così massiccio impiego di polizia, esercito, personale sanitario e droni sguinzagliati in lungo e in largo per gli oltre 9 milioni e mezzo di chilometri quadrati di "Zhongguo" ovvero Regno di Mezzo secondo la romantica definizione che gli stessi cinesi danno del loro paese. Quarantena che è stata applicata non solo nelle grandi megalopoli cinesi ma anche nelle migliaia di comunità rurali in cui vivono circa 24 milioni di persone.




Ci sono curiosità, coincidenze e fatti non ancora sufficientemente esplorati che obbligano l'osservatore indipendente a compiere qualche utile riflessione cercando di interpretare il fenomeno drammatico quanto attuale di un'epidemia che tende a muoversi nelle più disparate direzioni; e non è un caso che riportiamo qui sopra il segno di riconoscimento codificato per le armi biologiche contenente il simbolo internazionale del biorischio così come venne progettato nel 1966 dall'ingegnere ambientale Charles Baldwin. Ma andiamo avanti per piccoli passi nella nostra riflessione. Il 30 gennaio scorso il prof. Francis Boyle, ideatore del Biological Weapons Anti-Terrorism Act nel 1989 con cattedra di diritto internazionale alla University of Illinois College of Law, rilascia alla prestigiosa newsletter Geopolitics & Empire http://guadalajarageopolitics.com/2020/01/30/francis-boyle-wuhan-coronavirus-is-an-offensive-biological-warfare-weapon-131/ un'esplosiva intervista in cui sostiene, in perfetta antitesi con la versione ufficiale (quella relativa alla diffusione della malattia con epicentro il mercato del pesce e degli animali di Wuhan), che "il coronavirus, un'arma da guerra biologica potenzialmente letale", sarebbe "fuoriuscito da un laboratorio di massima sicurezza" sito nella città di Wuhan. Il governo cinese avrebbe quindi inizialmente cercato di coprire il caso mentre ora sta adottando misure drastiche per contenere l'epidemia. Il laboratorio BSL-4 di Wuhan è anche un centro di ricerca dell'Organizzazione mondiale della Sanità e per questo motivo, secondo Boyle, la stessa Oms "non poteva non sapere". Il tutto appare coerente con un articolo apparso sulla più antica e prestigiosa rivista medica "The Lancet" laddove veniva dichiarato che "il primo caso di infezione risaliva al primo dicembre e che la persona contagiata non si era mai recata al mercato ittico di Wuhan". D'altra parte, scorrendo l'elenco delle sole strutture BLS-4 ovvero di quelle che, in giro per il mondo, sono abilitate a lavorare con agenti pericolosi che causano malattie mortali per le quali non esiste cura nè vaccino si scopre che sono davvero numerose e che quindi tutti noi viviamo in un mondo completamente contaminato: https://it.wikipedia.org/wiki/Livello_di_biosicurezza. Ciò legittima e rende più che ragionevole i timori di coloro che ipotizzano la fuga del virus da laboratori di biocontenimento di livello 4 così come ha ipotizzato il biologo molecolare della Rutgers University di Piscataway nel New Jersey Richard Ebright sostenendo in varie interviste come "ormai fosse acclarato che il virus della Sars era sfuggito dalle strutture di contenimento di alto livello in Cina più volte". Ed è andato oltre sostenendo che "tali strutture di biocontenimento possono sviluppare armi biologiche oltrechè studiare i virus per cui sono da considerare a doppio uso". Il Wuhan National Biosafety Laboratory, nato in collaborazione con la Francia nel 2003, anno che ci obbliga a ricordare l'epidemia di Sars, e dotato dal 2017, come riportato da "Le Scienze" e da "Nature" entrambe del febbraio dello stesso anno, di un laboratorio con massimo livello di biosicurezza, è ospitato presso l'Accademia Cinese delle Scienze e avrebbe dovuto dedicarsi alla ricerca di mezzi idonei a dare un'efficace risposta a eventuali futuri focolai di malattie infettive. Tuttavia lo stesso Laboratorio, prima definito di microbiologia, fu fondato nel lontano 1956  e da quel momento si è dovuto evolvere in maniera esponenziale, da un punto di vista scientifico e tecnologico, al fine di reggere il passo con il resto del mondo che procedeva così velocemente da rischiare di mettere in ombra quella che è diventata la Cina contemporanea con un prodotto interno lordo mondiale pari al 16 per cento ovvero quadruplicato dal non lontanissimo 2003. Ciò per forza di cose dev'essere avvenuto anche per quanto riguarda la Biological warfare che, unitamente alle armi chimiche, nucleari e radiologiche, sembrano rappresentare il futuro delle armi di distruzione di massa e finanche planetarie. Non dimentichiamo che sono ben 28 i progetti  che la Cina condivide, nell'ambito delle ricerche sui virus, con Francia, Stati Uniti, Germania, Singapore, Unione Europea, Spagna e Olanda e certamente fra questi qualcuno toccherà la materia bellica e dell'antiterrorismo. In giro per il mondo ci sono almeno 53 strutture con massimo livello di protezione (BSL-4) di cui almeno 15 negli Usa e circa 1356 con livello di protezione (BSL-3) solo negli Usa; un numero enorme e una stima approssimativa che può essere ragionevolmente aumentata di parecchie centinaia di unità data la distribuzione di tali centri in giro per il mondo e i cospicui programmi di investimenti che i governi e anche alcune Corporation finanziano. Il Laboratorio di Wuhan è costato 300 milioni di yuan corrispondenti a 44 milioni di dollari ed è stato costruito in collaborazione con i francesi al di sopra della zona a rischio alluvionale e con tecniche tali da resistere anche a terremoti di alta magnitudo eppure di fughe di virus ne sono state registrate diverse ed estremamente pericolose. 
Dalla diffusione della peste con cadaveri di appestati nel Medioevo, in occasione dell'assedio di Caffa nel 1347, ai crimini dell'Unità nipponica 731, perpetrati contro la Manciuria e il nord della Cina agli inizi del '900, fino ancora alle spore batteriche dell'antrace spedite per posta a personalità statunitensi nel corso degli anni duemila, sono stati fatti passi da gigante nella guerra batteriologica. Pertanto non può essere escluso, a priori, che qualche paese con mire espansionistiche oppure spinto da rivendicazioni territoriali, economiche, politiche o religiose possa essere sollecitato a utilizzare queste armi nonostante la Biological Weapons Convention stipulata da 22 governi nel lontano 1972; nel 2008 altri 13 paesi hanno firmato l'accordo ma senza ratificarlo. Dobbiamo riflettere attentamente sul fatto che sarebbe davvero comodo disporre di un virus che non riesca a sopravvivere più di un minuto fuori dal corpo umano in quanto consentirebbe, una volta diffuso, di uccidere tutti gli abitanti di una intera città consentendone l'occupazione immediata in presenza di un virus pressocchè innocuo e di infrastrutture immediatamente disponibili senza la normale decontaminazione, lunga, costosa e non priva di rischi. Ebbene nel romanzo "The Eye of Darkness" dello scrittore statunitense Dean Koontz, già nel 1981, fu profetizzato (è il termine più adatto per spiegare quanto stiamo raccontando) che lo scienziato cinese Li Chen si rifugia precipitosamente negli Stati Uniti portando con sè un dischetto contenente i dati relativi alle più pericolose armi batteriologiche cinesi tra cui una che colpisce solo gli esseri umani e che si chiama proprio WUHAN-400. Aggiunge il nostro autore che si tratta di un virus peggiore di Ebola in Africa e che "i cinesi lo avrebbero testato su innumerevoli prigionieri politici senza riuscire a trovare un vaccino o un antidoto". "Il virus migra verso il tronco encefalico e lì inizia a secernere una tossina che divora letteralmente il tessuto cerebrale come una garza sciolta dall'acido della batteria. - continua Koontz - "Distrugge la parte del cervello che controlla tutte le funzioni automatiche del corpo e la vittima cessa semplicemente di avere un polso, di far funzionare gli organi o qualsiasi voglia di respirare ". In tal caso pare che il South China Morning Post, a firma di Kate Whitehead, abbia dedicato un articolo a questa strana coincidenza in data 13 febbraio del 2020. Tornando a noi e dopo la parentesi letteraria, giova ricordare, fra le tante stranezze, che il medico oculista Li Wenliang avvertì i colleghi sulla WeChat, verso la fine di dicembre, della pericolosità del virus ancora del tutto misterioso ma già il 3 gennaio fu convocato dalla polizia di Wuhan e duramente accusato di aver attentato all'ordine sociale nonchè di aver procurato un allarme ingiustificato; tornato a lavorare in ospedale e dopo aver contratto il Covid 19, giusto un mese dopo ovvero il 3 febbrario, è morto lasciando nella più profonda costernazione mezzo mondo e scaricando una colpa gravissima sulle spalle del governo cinese. Di seguito riportiamo il documento con cui la polizia di Wuhan ordina al medico Li Wenliang di non diffondere voci sull'epidemia di Sars datato 3 gennaio (Fonte: Wikipedia):






Ancora qualche curiosità. Si sa che Stati Uniti e Cina sono impegnati in un formidabile testa a testa nel settore economico, industriale e militare e che, la storia insegna, a questi livelli non c'è esclusione di colpi; vedi la guerra dei dazi e le continue provocazioni politico-territoriali. Ebbene dal 18 al 27 novembre 2019 Wuhan ha ospitato circa diecimila atleti provenienti da 140 Paesi per la settima edizione dei Giochi mondiali militari e perchè dovremmo escludere che fra i militari presenti, soprattutto statunitensi, ci sarebbero potuti essere anche agenti infiltrati con qualche incarico attinente all'attivazione e alla dispersione del virus? Non solo ma qualche perplessità deriva anche dal fatto che ad un gruppo di ricerca composto da cinesi (fra cui i due ricercatori - coniugi Xiangguo Qui e Keding Cheng) e operanti all'interno del Laboratorio di Microbiologia Nazionale di Winnipeg in Canada (BSL-4), nel luglio 2019 furono improvvisamente ritirati i permessi di ingresso al laboratorio; per Greatgameindia giornale di geopolitica e relazioni internazionali (https://greatgameindia.com/chinese-researchers-caught-stealing-coronavirus-from-canadian-lab), sarebbero stati allontanati per la loro attività di spionaggio batteriologico. 
Inoltre, a titolo di coincidenza, va riferito che anche nell'ormai famoso The Event 201, in collaborazione con la Johns Hopkins University, il World Economic Forum e la Bill & Melinda Gates, organizzato il 15 ottobre del 2019, venne simulato lo scoppio di un nuovo Coronavirus zoonotico negli allevamenti suini del Brasile. Lo scenario descritto fu apocalittico e in 18 mesi l'80/90% della popolazione sarebbe stata esposta al virus facendo contare sul terreno ben 65 milioni di morti. Curiosamente anche Tedros Adhanom Ghebreyesus Direttore dll'O.M.S. e l'immunologo statunitense Anthony Fauci hanno ipotizzato 18 mesi per ottenere un vaccino efficace. Bill Gates ha donato 10 milioni di dollari per far fronte all'emergenza sanitaria e per sostenere le ricerche biotecnologiche per i vaccini contro il COVID-19 ma non è dato di sapere quali favolosi utili possa realizzare attraverso la società Bing Yi Technology che fa capo a Xiaomi e a Microsoft. Da poco più di un mese sette aziende cinesi, tutte provenienti da Wuhan distretto di Hubei, si sono assicurate il mercato dei dispositivi medici e di quelli tecnologici grazie all'apposito decreto della Hubei Food and Drug Administration. Il 5G ringrazia perchè è prevedibile un'implementazione immediata magari negli ospedali per favorire la velocità nella diagnostica del Coronavirus e le comunicazioni telefoniche. Soldi chiamano soldi e ogni crisi, per alcuni, si trasforma in opportunità. Vogliamo dire che Bill Gates si trovava al posto giusto al momento giusto durante The Event 201? Diciamolo pure. Durante l'incontro i partecipanti si sono interamente dedicati alla gestione e alla riduzione delle conseguenze economiche e sociali su larga scala di una epidemia virale. Si stanno preparando in effetti.
Ed ancora. Guarda caso l'epidemia è scoppiata proprio durante la 50° edizione del World Economic Forum di Davos tenuto fra 21 e il 24 gennaio 2020 e dedicato allo sviluppo sostenibile; tale Forum si occupa una volta l'anno di questioni urgenti, saranno state prese decisioni in merito al virus e alla imminente guerra tecnologica? 
Ancora qualche piccola nota a completamento della trattazione. Il laboratorio BSL-4 è stato inaugurato a Wuhan nel 2017 e quindi proprio nella stessa città e nello stesso luogo dove si era verificato il primo caso di Coronavirus. Il Pirbritght Institute, finanziato dal Governo britannico ha  presentato domanda di brevetto del Coronavirus vivo e questo è stato approvato il 20 novembre del 2018:



Tutto ciò, riteniamo, possa essere estremamente pericoloso. Pensiamo che ci sia ancora molto da scrivere tuttavia abbiamo l'impressione che con questa storia dell'epidemia, della pandemia e dei vaccini siamo solo all'inizio e giova ricordare ciò che lo stesso Bill Gates ha riferito in alcune occasioni pubblicamente e, in particolare, durante una conferenza TED nel febbraio di una decina di anni fa; Gates ha dichiarato apertamente che i vaccini sarebbero stati usati per ridurre la popolazione mondiale e abbassare le emissioni di CO2. Incredibile dictu sed vera.
Sostenendo che la popolazione mondiale sta raggiungendo i 9 miliardi, Gates disse: “se noi facessimo davvero un ottimo lavoro con nuovi vaccini, cure medico sanitarie, servizi medici di riproduzione (aborto), forse potremmo avere una riduzione del 10 o del 15 per cento.” L'eugenetica gatesiana è servita e non c'è dubbio, abbiamo di che riflettere.







 













































































































































































































































martedì 5 novembre 2019

Giornata dell'Unità Nazionale e delle Forze Armate 4 novembre 2019 a Napoli in Piazza del Plebiscito

di Antonio Tortora

 
Tratto da YouTube Slide con foto di Antonio Tortora

   

In occasione della Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate, celebrata a Napoli il 4 novembre scorso, i cittadini partenopei e campani nonchè i numerosi turisti italiani e stranieri presenti in città, hanno potuto respirare un’aria insolitamente patriottica laddove l’amore, l’orgoglio e l’attaccamento alla propria nazione sono letteralmente deflagrati ogniqualvolta la Pattuglia Acrobatica Nazionale, meglio e universalmente riconosciuta come Frecce Tricolori, solcava i cieli nuvolosi di una città che per un giorno si è trasformata nel cuore palpitante di una Patria che, nonostante tutto, conserva la sua unità. I 10  Aermacchi MB-339A/PAN  hanno donato ai cittadini, ai civili e ai numerosissimi militari presenti in città e a Piazza del Plebiscito un’emozione straordinaria meritando continui applausi e diventando oggetto di migliaia di scatti fotografici professionali e amatoriali. Come al solito l’esperienza e l’abilità del Comandante, del Capo Formazione, dei Gregari e del Solista sono stati all’altezza del sempre magnifico spettacolo acrobatico e incroci, tonneau, scampanate, aperture e looping hanno doverosamente obbligato gli spettatori a tenere gli occhi puntati verso l’alto. Sin dal 31 ottobre alcuni reparti dell’Esercito con un'occhio al "soldato del futuro" , della Marina Militare con sommozzatori, incursori del COMSUBIN e palombari, dell’Aeronautica Militare con i moderni droni da sorveglianza e combattimento, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza con tutti i reparti specializzati, hanno allestito un vero e proprio accampamento con tende mimetiche di ultima generazione fornite dalla Compagnia Logistica della Brigata Marina “San Marco” e piccole tensostrutture in Piazza del Plebiscito consentendo al pubblico di visionare armi e attrezzature in dotazione ai vari reparti, visitare mezzi blindati e leggeri di ogni genere nonché sperimentare simulatori di volo e di navigazione. Non mancavano, naturalmente moto e auto storiche che i visitatori più anziani forse avranno visto all’opera in un passato non troppo lontano. Di questa esposizione rendiamo conto, in maniera particolareggiata, nella slide fotografica.
Per un solo giorno, come accade ogni anno il 4 novembre, sono commemorati i caduti di tutte le guerre, vengono ringraziati i militari in servizio in Italia e nelle numerose missioni all’estero e inoltre viene festeggiata l’Unità Nazionale, scaturita dall’Armistizio con l’Impero Austro-Ungarico nel 1918 nella padovana Villa Giusti. Parimenti nello stesso giorno e nella contemporaneità, qui a Napoli, i simboli ufficiali dell’Italia, ovvero il vessillo nazionale tricolore, la stella circondata da una ruota dentata il tutto avvolto tra rami di quercia e olivo, lo stendardo presidenziale, l’Inno di Mameli e Novaro e la coccarda tricolore sono stati protagonisti indiscussi dell’intera giornata rinnovando quel senso di appartenenza che, troppo spesso, viene dimenticato.

martedì 14 novembre 2017

LA TARI E' DIVENTATA UN INCUBO PER TUTTI I CITTADINI CHE SONO STATI OBBLIGATI A PAGARLA IL DOPPIO PER COLPA DEI COMUNI INADEMPIENTI E TRUFFALDINI.

PERCHE' QUANDO SONO I COMUNI A ESIGERE TASSE RADDOPPIATE PER ANNI, COME ACCADUTO DI RECENTE IN MOLTE CITTA' CON LA TARI, SI PARLA DI MERO ERRORE E I COMUNI COLPEVOLI DI QUELLO CHE E' UN VERO E PROPRIO ILLECITO AMMINISTRATIVO NON VENGONO CONDANNATI PER FRODE E APPROPRIAZIONE INDEBITA?

di Antonio Tortora

Tratto da: http://www.qlnews.it
E' di questi giorni la sconfortante notizia che molti Comuni, tra cui Genova, Milano, Catanzaro, Napoli, Ancona, Cagliari, Siracusa e Rimini, hanno moltiplicato la Tari ovvero la odiata tassa sui rifiuti in maniera illegittima e truffaldina. Ciò ha generato un naturale fastidio e un doveroso allarme tra centinaia di migliaia di cittadini già vessati oltremisura da tasse, imposte, tributi e gabelle ingiustificate e a dir poco eccessive. Il tutto è emerso alla luce, dopo anni di silenzio e coperture, grazie a un'interrogazione parlamentare presentata dal deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe L'Abbate e una prima verifica relativa alle delibere comunali fraudolente, da cui risaltano i nomi delle città suindicate, è stata realizzata dal Sole24Ore. L'errore avrebbe riguardato la quota variabile del tributo che, di fatto, è stata computata più volte ma francamente i tecnicismi e gli artifici retorici con cui l'errore è stato spiegato non convincono i contribuenti che, in un momento di grave crisi economica come quello attuale e a fronte di una tassa ritenuta iniqua e che aumenta di continuo rispetto a un servizio che non è mai migliorato, si sentono spremuti a tal punto da non farcela più a reggere la pesantezza di un fisco volutamente caotico e smoderatamente vessatorio gestito da uno Stato che può essere, purtroppo, definito di polizia fiscale. Poco male se gli strumenti utilizzati siano Equitalia che formalmente non esiste più o l'Agenzia delle Entrate che di Equitalia ha preso il posto e i relativi poteri sanzionatori. Infatti non dobbiamo dimenticare che tra i milioni di nuovi poveri che sono stati recentemente censiti ci sono anche proprietari di case che per una innumerevole serie di ragioni non riescono più a pagare tutti i balzelli che lo Stato impone con il mero intento di penalizzare la proprietà privata nonchè di farsi pagare profumatamente servizi da terzo mondo. Perchè proprio di terzo mondo si tratta con uffici che obbligano i contribuenti a estenuanti e incivili attese  non davanti agli sportelli bensì davanti ai portoni blindati dei palazzi dove gli uffici sono ubicati come accadde a Napoli, la scorsa estate, sotto gli uffici comunali gestione Iuc e quindi della Tari al Corso Arnaldo Lucci. In quella circostanza il caos fu generato da numerosi e incredibili errori sui dati contenuti nelle cartelle, sulla duplicazione delle cartelle stesse e sulle scadenze dei pagamenti rateali troppo immediati e ravvicinati; in tal caso delle ridicole scuse di assessori e funzionari, immuni da ogni responsabilità e dunque intoccabili, i contribuenti sfiniti da un'invincibile burocrazia non sanno che farsene e le tensioni sono destinate ad aumentare in maniera esponenziale. Tra pochi giorni ci sarà da pagare l'ultima rata Tari caricata, come al solito, di tutti quelli che impropriamente vengono definiti "errori", e il cittadino sarà costretto a pagare cifre di sicuro esorbitanti stabilite non per un miglioramento del servizio di raccolta e smaltimento che negli ultimi anni è rimasto invariato e comunque insufficiente quasi dappertutto bensì per far quadrare bilanci comunali altrimenti fallimentari e quindi senza che ci sia alcuna relazione tra servizio dovuto e tassazione applicata. E' bene ricordare che l'ultima rata è l'unica distante dalle altre quattro che dovevano essere tutte pagate per forza tra i mesi di giugno e luglio scorsi altrimenti sarebbero subito scattate le sanzioni accessorie (in questo caso gli uffici funzionano eccome! E la burocrazia sa essere inflessibile e persecutoria).
Abbiamo l'impressione che il terrorismo fiscale che negli ultimi decenni ha caratterizzato le politiche fiscali dei governi che si sono succeduti abbia cercato, invano, di assumere il volto più umano ed eticamente giustificabile dell'errorismo tributario e con "errore", una semplice parola che linguisticamente assume il significato di sbagliare, prendere una svista, essere imprecisi, si cerca di giustificare il comportamento di amministrazioni comunali e quindi di Sindaci, assessori e funzionari, che di fatto hanno commesso, reiterandolo per anni, reato di truffa e appropriazione indebita. Il contribuente che sbaglia o non riesce a pagare una tassa o un tributo nei tempi prescritti viene perseguitato all'infinito e talvolta anche colui che ha pagato tutto ed entro i limiti viene, alla stessa maniera, perseguitato forse per il delirio di onnipotenza dell'amministrazione che impone il tributo o la società che lo riscuote. Pertanto ci chiediamo come mai le amministrazioni locali che, a conti fatti, potrebbero aver stretto un accordo di cartello al fine di commettere reati gravissimi e penalmente rilevanti come la truffa e l'appropriazione indebita (a pensar male si fa peccato ma spesso ci si indovina) non corrano alcun rischio nè civile nè penale e gli sia consentito di accampare giustificazioni incredibili nonchè di porgere ridicole scuse. Ci pare che gli enti locali, nel caso specifico i Comuni, godano di una immunità ormai non più accettabile dal common sense, di un'arroganza mai vista e di una prepotenza senza limiti che lasciano intendere chiaramente quanto  anche i cittadini onesti e corretti nei confronti di un fisco pur vessatorio, vengano sprezzantemente considerati semplici sudditi su cui esercitare un potere, schiavi da intimorire e vassalli da torchiare nonostante il medioevo e la schiavitù appartengano (forse) al passato.
Certo ci sarebbe la possibilità di richiedere un giusto e sacrosanto risarcimento ai Comuni che hanno commesso gli "errori", sia attraverso procedure individuali che collettive, ricorrendo anche alle associazioni dei consumatori come consigliato dalla grancassa mediatica, ma siamo sicuri che, nel frattempo, la contorta burocrazia italiota vero braccio armato di una incompetente e pericolosa classe politica di questo strano Paese non si stia chiudendo in difesa rendendo impenetrabili i "tesoretti" che hanno arricchito indecorosamenti quelle amministrazioni comunale che non hanno mai perso di vista le ricche prebende e le laute rendite riservate a soli amministratori, alti funzionari, colletti bianchi e amici degli amici?
Restituire il maltolto questo è l'imperativo primario che dovrebbe gravare su amministrazioni degne di questo nome e pur tuttavia gli stessi Comuni si apprestano, per il prossimo e ormai imminente 2018, ad aumentare la Tari per una serie di ragioni che non possono reggere agli occhi dei contribuenti disgustati dagli "errori" e increduli dinanzi a un apparato che si muove come un rullo compressore rapinando con pianificazione scientifica ignari cittadini che si chiedono, sempre più spesso, le ragioni per cui sono costretti a mantenere una pletora di soggetti parassitari che, sfruttando il loro potere burocratico, non fanno altro che industriarsi sul come estorcere denari a contribuenti devastati dalla paura delle sanzioni, depauperati di gran parte delle proprie finanze e disperati per l'impossibilità di comunicare con le amministrazioni che prosperano in fortini blindati e impenetrabili. Queste ultime dovrebbero responsabilmente fare il ricalcolo per tutti i cittadini che sono stati danneggiati, chiedere scusa per il loro comportamento inqualificabile, restiuire il maltolto con gli interessi previsti dalla legge ed infine rendere trasparenti gli atti che, nonostante tutte le normative-farsa sulla trasparenza amministrativa, risultano incomprendibili e indecifrabili manco si trattasse della Stele di Rosetta. 
Comunque vadano le cose, ma ormai è chiaro che non potranno esserci miglioramenti, oltre al danno registriamo anche la beffa e tranne rari casi nessuno dei decisori ha interesse a smuovere la melma che è depositata, da sempre, nei bassifondi di una dittatura fiscale che per giustificare sè stessa appellandosi e errori e disguidi si è trasformata in un vero e proprio "errorismo tributario". Forse qualche riflessione più ampia andrebbe fatta su squilibri territoriali, discrepanze amministrative e anomalie algoritmiche di tributi comunali che, data la persistente crisi economica e la ormai cronica mancanza di lavoro conclamate, nonostante i roboanti proclami governativi, rovinano la vita a un numero sempre più vasto di persone che non ce la fanno più nemmeno a sopravvivere. Più tagli di spesa prevedono i governanti, anche quelli locali, e meno servizi vengono offerti al netto di tasse, imposte e tributi che aumentano a vista d'occhio. Qualcosa non va e non si capisce per quale ragione non si corre ai ripari.